Eni Impone un Tetto ai Prezzi dei Carburanti: Iniziativa Apprezzata dal Governo
Eni ha annunciato un tetto massimo ai prezzi dei carburanti, fissando il gasolio a non più di 2,19 euro al litro e la benzina a 1,99 euro, con una riduzione di circa 17 centesimi rispetto ai livelli attuali. Questo “price cap”, che entrerà in vigore da lunedì, avrà una durata iniziale di trenta giorni e potrà essere esteso fino alla fine dell’anno in base al mercato e agli approvvigionamenti, riporta Attuale.
La decisione è stata apprezzata immediatamente da Palazzo Chigi, che ha elogiato Eni per l’”importante iniziativa”, sottolineando la sua attenzione verso le famiglie e le imprese italiane nel contrasto al “caro carburante”. Anche la Lega ha esortato le banche e le grandi società a seguire l’esempio di Eni. Questa mossa giunge proprio prima di una nuova riduzione dello sconto sulle accise sul diesel, che passerà da 12,2 a 6,1 centesimi al litro da oggi, rimanendo in vigore fino al 5 ottobre. Nel frattempo, secondo l’Osservatorio del Mimit, i prezzi medi dei carburanti rimangono elevati, con la benzina a 2,154 euro al litro e il gasolio a 2,338 euro, salendo in autostrada a 2,247 e 2,421 euro rispettivamente.
Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha spiegato che questa decisione è frutto di un difficile scenario internazionale, caratterizzato da una diminuzione dell’offerta di prodotti raffinati dovuta alle crisi geopolitiche e alla chiusura di quasi 30 raffinerie in Europa negli ultimi 15 anni. Eni ha dichiarato di voler offrire un “contributo di solidarietà” al Paese, affiancando iniziative già attuate dalla società fin dallo scorso marzo, quando ha assorbito in parte l’aumento delle quotazioni internazionali.
Le associazioni dei consumatori hanno accolto positivamente la notizia. Il Codacons ha stimato che, considerando la riduzione delle accise, il tetto di Eni potrebbe generare un risparmio di 10,4 euro su un pieno di gasolio e 11,2 euro su uno di benzina fino al 5 ottobre. L’associazione ha esortato anche le altre compagnie a seguire l’esempio. Assoutenti ha definito la misura “una notizia positiva in una valle di lacrime”, affermando che il price cap potrebbe stimolare la concorrenza tra gli operatori. Tuttavia, il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, ha sottolineato che “una società quotata fa più di quanto faccia la politica” di fronte all’aumento dei prezzi.
Confimprenditori ha espresso soddisfazione per la decisione, considerando il price cap di Eni “un buon punto di partenza”, ma ha chiesto al governo di convocare un tavolo con le categorie per definire interventi strutturali. Sul ruolo del governo, il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, ha ironizzato sulla situazione attuale, chiedendo se è Eni a dover supplire alle mancanze del governo. Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha affermato che la scelta di Eni dimostra che un tetto ai prezzi è possibile e dovrebbe essere stato attuato dal governo stesso. Critico anche Maurizio Landini, segretario della Cgil, che ha domandato perché il governo non intervenga sugli extraprofitti delle imprese e non riduca stabilmente le accise invece di agire con misure temporanee.