Milano – Il 4 dicembre 2024, durante i lavori di ristrutturazione nell’appartamento del noto cantante Eros Ramazzotti, il soffitto della zona palestra è crollato, causando gravi danni all’abitazione sottostante di Paolo Rossi, revisore dei conti di 59 anni residente a Citylife. Rossi e sua moglie, tornando a casa, hanno trovato l’immobile compromesso e da allora vivono in “condizioni precarie”, implicando un contenzioso per oltre 200mila euro per i danni subiti, riporta Attuale.
L’ultimo sopralluogo prima del crollo: “immobile in buono stato”
Prima del crollo, un sopralluogo effettuato dal direttore lavori e dall’amministratrice del condominio attestava il buono stato dell’immobile, assicurando che eventuali danni sarebbero stati attribuibili ai lavori in corso. Tuttavia, dopo l’incidente, i vigili del fuoco e la polizia locale hanno osservato “demolizioni estese e un dissesto statico causato dai lavori”. Una perizia tecnica ha confermato il legame tra il distacco dell’intonaco e la ristrutturazione avvenuta, evidenziando l’assenza di adeguate precauzioni. I Rossi hanno avviato una causa civile, richiedendo un maxi risarcimento. La controparte contesta le accuse, sostenendo l’esistenza di problemi strutturali preesistenti. Un nuovo tentativo di conciliazione è previsto per gennaio 2026.
“Ramazzotti mi ha distrutto casa ma ora si rifiuta di pagare i danni”
La vicenda, riportata dal quotidiano La Verità, inizia ad ottobre 2024 quando Ramazzotti acquista l’appartamento al piano superiore, subito avviando lavori di ristrutturazione. Gli avvocati di Rossi, Fabio Lepri e Salvatore Pino, affermano che i lavori sono stati “letteralmente devastanti”, causando danni significativi al suo appartamento sottostante. I lavori hanno incluso la demolizione di muri interni, porte e impianti, oltre alla rimozione dei pavimenti con intensivo uso di martelli pneumatici.
“Abnormi immissioni sonore e consistenti vibrazioni”
I disagi per Rossi non si limitano ai danni materiali: il cantiere ha provocato “abnormi immissioni sonore e consistenti vibrazioni”, culminando nel crollo del soffitto dell’appartamento. Attualmente, l’accesso alla zona pericolante è stato limitato con nastri bianchi e rossi. La polizia locale ha notato che la rimozione del pavimento al piano di sopra potrebbe essere stata la causa del distacco del soffitto sottostante.
L’avvocato di Eros: “La perizia non ricevibile e non condivisibile anche perché generica”
Ramazzotti e l’impresa appaltatrice sono stati citati in giudizio a gennaio 2025. L’avvocato dell’artista, Antonio Cacciato, ha dichiarato che la perizia è “non ricevibile e non condivisibile” e definita generica. I legali di Rossi quantificano il danno in oltre 200mila euro, sostenendo che i danni siano direttamente attribuibili ai lavori di ristrutturazione. In contrapposizione, Ramazzotti sostiene che il crollo sia il risultato di “presunti difetti occulti dell’immobile”.
L’udienza il 19 gennaio per il tentativo di conciliazione, relazioni tecniche entro aprile
Il giudice milanese Carlo Di Cataldo ha fissato il secondo tentativo di conciliazione per il 19 gennaio, con il consulente tecnico che avrà tempo fino al 9 febbraio per presentare la relazione preliminare e fino al 10 aprile per quella finale. Le parti potranno comunicare le proprie osservazioni fino all’11 marzo. Si preannuncia una battaglia legale intensa, con la risoluzione che potrà dipendere dalle perizie tecniche presentate.