Esclusa la responsabilità della polizia nella morte del dj italiano a Ibiza

28.07.2025 12:35
Esclusa la responsabilità della polizia nella morte del dj italiano a Ibiza

La tragica morte di Michele Noschese a Ibiza

Le indagini condotte dalla magistratura spagnola sembrano escludere la responsabilità della polizia riguardo alla morte di Michele Noschese, un italiano di 35 anni deceduto nella notte tra il 18 e il 19 luglio sull’isola di Ibiza. L’autopsia ha rivelato che la causa della morte è stata una necrosi polmonare causata dall’assunzione di droghe, senza segni evidenti di violenza nel corpo. Questa informazione è stata confermata dalle autorità, che hanno fornito ulteriori dettagli sulla situazione in cui si trovava Noschese prima della sua morte, riporta Attuale.

Noschese, noto nel mondo della musica come “dj Godzi”, viveva a Ibiza da un decennio. Durante quella notte si stava svolgendo una festa nel suo appartamento situato nell’area residenziale di Roca Llisa. Alcuni vicini, allarmati dai rumori, avevano allertato le forze dell’ordine, che sono intervenute sul posto.

Vi sono testimonianze contrastanti riguardo gli eventi che hanno portato alla morte di Noschese. La sua famiglia e alcuni amici presenti quella sera affermano che le forze dell’ordine lo abbiano aggredito, bloccandolo e colpendolo. Il padre di Noschese, Giuseppe, ha raccolto queste dichiarazioni e le ha incluse in una denuncia per omicidio volontario. Al contrario, gli agenti della polizia sostengono che Noschese sia deceduto a causa di convulsioni e arresto cardiaco, attribuendo la sua agitazione agli effetti delle sostanze assunte.

Ulteriori dettagli emersi da alcune testimonianze e un video registrato prima dell’arrivo della polizia forniscono informazioni preziose su quanto accaduto. Una donna argentina, presente con Noschese, è fuggita dall’appartamento, scavalcando verso il balcone del vicino, un 81enne spagnolo. Noschese l’avrebbe inseguita, apparendo in stato di alterazione mentre aggrediva il vicino, e si sospetta che potesse averlo minacciato con un coltello. Alcuni testimoni e il referto della polizia riportano che l’uomo si trovava in uno stato di forte agitazione e aveva manifestato allucinazioni.

Nell’appartamento di Noschese, la Guardia Civil ha trovato diverse sostanze, tra cui 2C-B, noto anche come “cocaina rosa”, oltre a ketamina e cocaina. Nonostante non siano ancora disponibili i risultati del rapporto tossicologico, i medici che hanno condotto l’autopsia sospettano che l’assunzione di queste sostanze possa aver avuto esiti fatali. Non sono state riscontrate evidenze di violenza o soffocamento sul corpo della vittima.

Il padre di Noschese ha richiesto una TAC e una risonanza magnetica per escludere danni ulteriori. I risultati hanno rivelato la frattura di sette costole e delle clavicole. Tuttavia, secondo varie ricerche, tali fratture potrebbero essere compatibili sia con le manovre di rianimazione cardiopolmonare sia con pratiche legate all’autopsia.

Secondo quanto riportato da fonti spagnole, la famiglia di Noschese ha deciso di non procedere con una seconda autopsia. Tuttavia, il padre ha dichiarato di voler riportare il corpo del figlio in Italia, a Napoli, piuttosto che procedere con la cremazione sull’isola. Questa scelta è motivata da ragioni personali e familiari, e non sembra essere collegata a possibili sviluppi legali futuri.

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