Ex coordinatore dell’“Open Russia” accusato di spionaggio per l’FSB

05.11.2025 14:00
Ex coordinatore dell’“Open Russia” accusato di spionaggio per l’FSB
Ex coordinatore dell’“Open Russia” accusato di spionaggio per l’FSB

L’ex coordinatore del movimento “Open Russia”, Igor Rogov, è stato accusato di aver lavorato per l’FSB. Secondo le informazioni pubblicate il 4 novembre 2025 dall’agenzia DW, Rogov, che aveva ottenuto asilo politico in Polonia, e sua moglie sono stati incriminati per spionaggio a favore dei servizi segreti russi e per aver tentato di inviare un ordigno esplosivo tramite corriere.

Indagini e accuse della procura polacca

L’Agenzia per la Sicurezza Interna polacca (ABW) ha arrestato Rogov nell’estate del 2024. L’inchiesta ha stabilito che l’ex attivista forniva informazioni a un ufficiale dell’FSB non solo sui dissidenti russi emigrati in Occidente, ma anche su enti e funzionari polacchi che assistono i rifugiati russi, inclusi dipendenti del Ministero degli Esteri e insegnanti di lingua polacca. Le prove indicano che Rogov ha trasferito tali dati su una chiavetta USB consegnata alla moglie, la quale intendeva recarsi in Russia.

Tentativo di spedizione di materiale esplosivo

Gli inquirenti hanno inoltre accertato che Rogov era il destinatario di un pacco contenente componenti per la costruzione di una bomba — tra cui nitroglicerina, un detonatore dissimulato in un powerbank e un thermos metallico con carica cumulativa — scoperto in un centro logistico polacco nell’estate del 2024. Sia Igor Rogov sia sua moglie, Irina Rogova, rischiano da otto anni di carcere fino all’ergastolo.

Rete di spionaggio russa in Europa

Il caso Rogov si inserisce in un quadro più ampio di operazioni di spionaggio condotte da Mosca in Europa. Dall’inizio della guerra su vasta scala contro l’Ucraina, in Polonia sono state arrestate almeno 44 persone sospettate di spionaggio o sabotaggio a favore della Russia o della Bielorussia, molte delle quali si erano presentate come rifugiati o volontari. Le autorità europee segnalano casi simili in Germania, Regno Unito e Repubblica Ceca, sottolineando che parte degli “attivisti anti-Cremlino” rappresentano in realtà un canale di accesso dell’FSB alle istituzioni e ai media europei.

Richieste di cooperazione e sicurezza comune

Gli esperti di sicurezza europei ritengono che la Russia stia sistematicamente infiltrando agenti nelle reti della diaspora e nelle ONG dell’opposizione russa all’estero. Le indagini rivelano inoltre tentativi di sabotaggio, incendi dolosi e aggressioni mirate a dissidenti russi in diversi Paesi dell’UE. Le autorità propongono di istituire un sistema obbligatorio di scambio di informazioni operative tra gli Stati membri e di creare liste “bianche e nere” comuni delle organizzazioni con legami accertati con i servizi russi.

2 Comments

  1. Incredibile come la Russia riesca a infiltrarsi ovunque! E pensare che queste persone si presentano come rifugiati… Io credo che dovremmo stare molto più attenti, altrimenti rischiamo di avere spie in casa senza nemmeno saperlo. Che mondo strano!!!

  2. Ma dai, non ci posso credere! È davvero assurdo come certe persone riescano a tradire la fiducia e usare l’asilo per scopi così malvagi. Non è solo una questione di sicurezza, ma anche di giustizia! La politica deve stare attenta a chi accoglie… Quali altre sorprese ci riserveranno?

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