FBI ancora alla ricerca del sospettato dell’attacco alla Brown University di Providence

18.12.2025 18:45
FBI ancora alla ricerca del sospettato dell'attacco alla Brown University di Providence

Sparatoria alla Brown University: l’FBI cerca il sospetto senza successo dopo oltre quattro giorni

Dopo oltre quattro giorni dall’attacco armato avvenuto alla Brown University di Providence, nel Rhode Island, l’FBI non ha ancora identificato il principale sospettato, coinvolto nella sparatoria che ha provocato la morte di due persone. Le indagini si concentrano sulle poche immagini disponibili dell’uomo, il cui volto è rimasto celato da una mascherina chirurgica e un cappellino nero mentre passeggiava nel quartiere residenziale adiacente all’università, riporta Attuale.

La situazione si presenta anomala, considerando che l’FBI di solito riesce a identificare un attentatore entro poche ore. Tuttavia, ci sono precedenti simili: per esempio, ci sono voluti cinque giorni per arrestare Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare, Brian Thompson, nel dicembre 2024. Nelle sparatorie avvenute in pubblico, i sospetti vengono normalmente catturati rapidamente, ma nel caso di Brown l’attentatore è riuscito a fuggire.

Quando la polizia è arrivata sulla scena, pochi minuti dopo la prima chiamata al 911, l’attentatore era già scappato, lasciando dietro di sé solo i bossoli di un’arma calibro 9 mm. La mancanza di telecamere di sorveglianza nell’area della sparatoria ha complicato ulteriormente le indagini, con i video disponibili che mostrano solo vaghi dettagli del sospetto.

La posizione dell’edificio di ingegneria, situato ai margini del campus, ha permesso all’assalitore di fuggire rapidamente, mescolandosi tra le strade del quartiere residenziale. Le telecamere di sorveglianza private, diventate l’unico mezzo di riferimento, spesso cancellano automaticamente le registrazioni dopo 24 ore, rendendo difficile ottenere prove concrete.

In aggiunta, le avverse condizioni meteorologiche, con una forte nevicata il giorno della sparatoria, hanno contribuito a cancellare ogni possibile traccia. La polizia ha segnalato di aver trovato campioni di DNA e sta cercando un altro individuo che potrebbe avere un legame con l’attentato, poiché alcuni video mostrano interazioni tra i due poco prima dello sparo.

Dopo il precedente confusione nelle indagini, simile a quanto accaduto nel caso dell’attentato a Charlie Kirk, l’università aveva inizialmente riportato l’arresto di un sospetto che è stato poi rilasciato. L’FBI ha catturato un uomo in un hotel nelle vicinanze, sequestrando due armi, ma si è scoperto successivamente che non accusava legami con la sparatoria.

Ad oggi, l’FBI e la polizia del Rhode Island continuano a lavorare con pochi elementi utili e hanno offerto una ricompensa di 50.000 dollari per chiunque fornisca informazioni sull’attentatore. La comunità di Providence è stata coinvolta, poiché si ritiene che solo i familiari o amici del sospetto potrebbero riconoscerne i tratti distintivi, come il modo di camminare o gesticolare.

Una delle questioni che rimane aperta è il movente dell’attacco. Uno dei professori presenti durante la lezione di economia della sparatoria ha riferito di aver sentito l’uomo urlare prima di sparare, ma non è stato in grado di identificare le parole pronunciate.

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