Federica Mogherini fermata in Belgio per sospetta appropriazione indebita di fondi europei

03.12.2025 14:35
Federica Mogherini fermata in Belgio per sospetta appropriazione indebita di fondi europei

Federica Mogherini fermata in Belgio per appropriazione indebita di fondi europei

Martedì la polizia belga ha fermato tre persone, tra cui l’ex vicepresidente della Commissione Europea ed ex ministra degli Esteri italiana Federica Mogherini, per un sospetto caso di appropriazione indebita di fondi europei; sono poi stati interrogati e rilasciati. Mogherini è stata coinvolta nell’inchiesta per via del suo attuale incarico di rettrice del Collegio d’Europa, a Bruges, in Belgio. Il sospetto è che il Collegio – su decisione o appoggio di Mogherini – abbia vinto irregolarmente una gara d’appalto per organizzare l’Accademia diplomatica europea, un progetto del Servizio di azione esterna dell’Unione (EEAS), il servizio diplomatico dell’Unione Europea, riporta Attuale.

Il Collegio d’Europa, pur non essendo un’istituzione europea, possiede legami molto stretti con l’Unione, e i suoi laureati trovano frequentemente lavoro nelle istituzioni europee, poiché ricevono una formazione altamente specializzata che li prepara per l’inserimento nel settore pubblico europeo. Formalmente, il Collegio è un istituto post-universitario che offre vari master, ed è frequentato annualmente da circa 500 studenti provenienti da diversi paesi.

Fondato nel 1949, il Collegio d’Europa ha come obiettivo principale quello di formare futuri funzionari e diplomatici. Negli anni, è stato considerato un ambiente elitario, in quanto l’accesso richiede competenze linguistiche in inglese e francese, e un complesso processo di selezione. Le rette annuali per frequentare il Collegio variano dai 27.000 ai 30.000 euro, rendendolo inaccessibile per molti studenti.

L’Accademia diplomatica europea, creata dall’EEAS nel 2022, è uno dei programmi che il Collegio ha avviato collaborando con le istituzioni europee. Tuttavia, la Procura Europea accusa il Collegio di aver ottenuto informazioni privilegiati che potrebbero aver facilitato la sua vittoria nella gara d’appalto per l’organizzazione del programma, prima che il bando fosse ufficialmente aperto, mettendo in discussione la trasparenza del processo.

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