Milano, Bruzzano, via Grassini. Sono le 9.51 e 21 secondi di mercoledì 22 ottobre. La telecamera di uno stabile accanto a quello del civico 5 inquadra l’arrivo di uno scooter con un uomo in sella: è Luigi Morcaldi, il sessantaquattrenne fermato dalla polizia locale per l’assassinio della ex compagna Luciana Ronchi. Sono gli attimi che precedono il femminicidio, immortalati in un filmato agli atti dell’indagine coordinata dai pm Leonardo Lesti e Giovanni Tarzia, riporta Attuale.
La ferocia del killer Luigi Morcaldi
Un filmato mostra la ferocia del killer, che si accanisce sulla sessantaduenne, colpendola più volte al volto e al collo: la prima ispezione del medico legale conta 14 ferite, di cui una profonda all’altezza della giugulare. Luciana morirà qualche minuto prima delle 20, dopo un intervento di sette ore al Niguarda.
L’agguato in motorino in via Grassini, sotto casa di Luciana Ronchi
Lo scooter guidato da Morcaldi avanza nella stradina a fondo chiuso con vista sul Parco Nord, ma poi il conducente fa un’improvvisa inversione a U. Il motivo si intuisce pochi secondi dopo, alle 9.51 e 32 secondi: nell’inquadratura compare Luciana Ronchi, che sta rientrando a casa in via Grassini 5, dove vive al sesto piano. La donna riconosce immediatamente l’ex compagno Luigi Morcaldi, da cui si è separata alla fine del 2022 dopo una relazione di circa trent’anni. L’uomo scende dallo scooter, lasciandolo in moto con il fanale anteriore acceso.
Le 14 coltellate di Morcaldi sferrate in 17 secondi
Morcaldi si avvicina a Luciana, che cambia direzione. L’uomo la afferra, la spinge tra due auto in sosta e inizia a colpirla: la tiene ferma per un braccio per impedirle di muoversi e sferra una raffica di fendenti. L’aggressione dura 17 secondi ed è così brutale che a un certo punto la lama del coltello si spezza. Luciana tenta una difesa disperata, ma non riesce a fronteggiare la furia dell’ex compagno. Qualcuno sente Morcaldi urlare: “Vai via da casa mia”, riferendosi all’abitazione che ha dovuto lasciare tre anni prima.
I due testimoni quasi immobili e la fuga di Morcaldi sul Beverly
Alle 9.51 e 58 secondi, spunta da sinistra un uomo in bicicletta, un addetto di una ditta di manutenzione di impianti antincendio. Il ciclista accelera verso il luogo dell’aggressione, mentre un collega corre nella stessa direzione, avvicinandosi per tentare di allontanare l’aggressore dalla vittima. Luciana, barcollando, riesce a stare in piedi per circa venti metri. Morcaldi, che sembra scivolare, si rialza e si dirige velocemente verso il Beverly, passando in mezzo ai due uomini, che lo ignorano e si concentrano invece sulla donna e sulle sue condizioni. Il killer ne approfitta per risalire in sella e allontanarsi verso via Vincenzo da Seregno.
Luciana Ronchi si rialza, prova a camminare, perde i sensi e crolla a terra
Luciana cammina per alcuni secondi, seguita a breve distanza da uno dei due uomini che tenta di aiutarla. Ma poi perde i sensi e crolla a terra: soltanto allora il testimone capisce che è stata accoltellata e che sta perdendo molto sangue dal collo e dal volto.
Sono le 9.52 e 33 secondi: Luciana stramazza al suolo proprio mentre il suo assassino accelera per fuggire. Morcaldi verrà bloccato otto ore dopo dai ghisa del comandante Gianluca Mirabelli all’interno del Parco Nord, mentre lei morirà nove ore dopo al Niguarda.