L’11 settembre 2025 il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che non approverà il 19° pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia, a meno che Bruxelles non accolga le richieste avanzate dal suo governo. La posizione del leader slovacco ripete lo scenario di alcune settimane fa, quando Bratislava aveva bloccato l’adozione del 18° pacchetto di misure restrittive. Secondo quanto riportato da Deutsche Welle, le condizioni sono state presentate durante i colloqui con il presidente del Consiglio europeo António Costa.
Le richieste di Bratislava
Fico ha posto due condizioni principali per dare via libera al nuovo pacchetto di sanzioni. In primo luogo, l’UE dovrebbe presentare proposte concrete su come conciliare gli obiettivi climatici con le esigenze dell’industria automobilistica e della grande industria, non solo in Slovacchia ma in tutti i Paesi membri. In secondo luogo, Bratislava pretende soluzioni per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia elettrica in Europa. Fico ha espresso dubbi sull’efficacia delle sanzioni, sottolineando che difficilmente queste possano modificare la linea politica di Mosca. Inoltre, ha ribadito la propria contrarietà all’invio di aiuti militari all’Ucraina.
Una posizione allineata a Budapest
Il premier slovacco rimane, insieme al suo alleato ungherese Viktor Orbán, uno dei pochi leader europei che intrattengono rapporti diretti con il presidente russo Vladimir Putin. Entrambi adottano una retorica critica verso Bruxelles e cercano di mantenere legami economici con Mosca. La Slovacchia, pur rimanendo membro dell’UE e della NATO, continua a coltivare un rapporto stretto con la Russia, soprattutto per la fornitura di gas naturale. Bratislava ha infatti un contratto di lungo termine con Gazprom fino al 2034 per circa 3,5 miliardi di metri cubi annui, importati attraverso la Turchia e l’Ungheria.
Rischi per l’unità europea
Il governo slovacco finora non ha bloccato definitivamente alcun pacchetto di sanzioni, ma ha ripetutamente rinviato o complicato i negoziati con richieste aggiuntive. Questa strategia, secondo molti osservatori, consente a Bratislava di presentarsi come membro leale dell’UE, mantenendo al contempo la cooperazione economica con Mosca. Tuttavia, diversi leader europei avvertono che tale comportamento indebolisce l’unità interna dell’Unione e crea un precedente pericoloso. La dipendenza energetica dalla Russia, sostengono, dovrebbe spingere la Slovacchia verso la diversificazione delle fonti, non a giustificare il blocco delle misure contro l’aggressione russa in Ucraina.