Filippo Grandi: «La crisi dei migranti richiede un piano Mattei europeo»

14.07.2025 22:45
Filippo Grandi: «La crisi dei migranti richiede un piano Mattei europeo»

Sistema di salvataggio nel Mediterraneo: necessità di un approccio coordinato

Filippo Grandi, Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, ha recentemente visitato Lampedusa, esprimendo apprezzamento per la gestione dell’hotspot, ora gestito dalla Croce Rossa. Incontri come quello con il ministro Piantedosi hanno evidenziato l’importanza di un sistema europeo di salvataggio ben strutturato, soprattutto considerando il drammatico numero di morti che ha raggiunto quota 500 nel 2025 sulle rotte migratorie. «La situazione richiede interventi decisivi», riporta Attuale.

Grandi ha sottolineato il fatto che, sebbene l’Europa investa nel rafforzare i controlli a monte, questo approccio da solo non è sufficiente. È fondamentale affrontare le questioni legate all’accoglienza e all’integrazione dei migranti, nonché facilitare le opportunità per loro lungo le rotte. Ha evidenziato che la proposta del Piano Mattei, sostenuta dal governo Meloni, dovrebbe essere adattata in chiave europea, poiché l’Italia da sola non è in grado di fare la differenza.

Nonostante i dati attuali sugli arrivi attraverso la rotta mediterranea non destino molta preoccupazione, la situazione in Nord Africa appare critica. In Libia, la stabilità è nuovamente in pericolo, e le relazioni tra tribù e fazioni politiche sono fortemente tese. L’accesso ai centri di detenzione diventa sempre più difficile, e ci sono forti preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani nei confronti di rifugiati e migranti.

La Tunisia si trova in una posizione ancor più difficile, con un atteggiamento di chiusura nei confronti dei richiedenti asilo. Grandi ha evidenziato che non solo gli aiuti vengono rifiutati, ma ci sono anche respingimenti verso Libia e Algeria, rendendo complicata la situazione per coloro che cercano protezione.

La guerra in Sudan continua a creare una catastrofe umanitaria, spingendo milioni di rifugiati a fuggire. Le testimonianze di giovani sudanesi, come quella di un ragazzo che ha raccontato la sua fuga da Khartoum verso il Ciad, evidenziano la crisi in corso. L’assistenza per i rifugiati è stata ridotta, aumentando il potere dei trafficanti di esseri umani che approfittano della vulnerabilità dei migranti.

Dettagliato è stato il discorso riguardo al ritorno dei rifugiati ucraini, che richiede un impegno attivo per garantire che questi possano tornare in sicurezza nelle loro terre. Grandi ha sottolineato che la ricostruzione dell’Ucraina sarà difficoltosa senza il rientro dei suoi 3,5 milioni di rifugiati interni e 4 milioni all’estero, ricordando l’importanza di pianificare il ritorno in modo sostenibile.

Con oltre 123 milioni di rifugiati in tutto il mondo attualmente, il sistema internazionale di asilo mostra segni di pressione. È necessaria una revisione sistematica per garantire che le fondamenta rimangano solide, come affermato da Grandi. È cruciale attuare cambiamenti nei metodi per rispondere alle esigenze di rifugiati e migranti economici.

La distinzione tra rifugiati e migranti economici può ancora essere mantenuta, a patto che vengano creati sistemi adeguati. Strumenti come il decreto Flussi possono contribuire a stabilire quote migratorie annuali, consentendo spostamenti attraverso canali regolari. Tuttavia, è imprescindibile continuare a investire negli aiuti internazionali in modo strategico per affrontare le sfide attuali nella gestione della migrazione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere