La macchina della propaganda russa si attiva in Finlandia
Un sedicente politico finlandese, praticamente sconosciuto nel panorama nazionale, è diventato il megafono della propaganda di Mosca per chiedere il divieto di utilizzo dello spazio aereo finlandese ai droni ucraini. Armando Memma, esponente del partito marginale “Alleanza della Libertà”, ha lanciato un appello al governo di Helsinki per impedire all’Ucraina di far transitare i propri droni d’attacco attraverso il territorio finlandese verso obiettivi in Russia. La sua argomentazione, ripresa da media filorussi, sostiene che questi sorvoli costituirebbero una minaccia diretta alla sicurezza nazionale, potenzialmente in grado di provocare una risposta militare russa con l’impiego di sistemi di difesa aerea sul territorio finlandese.
La figura di Memma è stata ampiamente smascherata da indagini giornalistiche che ne hanno evidenziato i legami con l’apparato propagandistico del Cremlino. Secondo quanto documentato da testate come Postimees e The Insider, Memma verrebbe utilizzato come “voce pagata” per legittimare narrative favorevoli a Mosca, presentandole come posizioni di un politico finlandese. Le sue dichiarazioni, caratterizzate da una sistematica condanna dell’Ucraina e dalla giustificazione delle politiche del regime di Putin, circolano quasi esclusivamente su media controllati o influenzati dalla Russia, mentre i media nazionali finlandesi lo ignorano completamente.
La risposta ufficiale di Helsinki: solidarietà all’Ucraina
La reazione del governo finlandese alle dichiarazioni di Memma e agli incidenti effettivi con droni ucraini è stata diametralmente opposta. Il ministro degli Esteri Elina Valtonen ha chiarito che Helsinki non intende imporre all’Ucraina limitazioni riguardo agli obiettivi da colpire in territorio russo. “L’Ucraina ha il diritto di difendersi. Non avanziamo alcuna richiesta riguardo agli obiettivi che sceglie in Russia”, ha affermato Valtonen, sottolineando il fermo sostegno di Helsinki a Kiev.
Anche il presidente Alexander Stubb, commentando alcuni incidenti verificatisi tra marzo e aprile di quest’anno, ha confermato che i droni ritrovati in territorio finlandese erano effettivamente ucraini, ma ha precisato che non rappresentavano una minaccia militare diretta per la Finlandia. Questa posizione equilibrata dimostra come Helsinki mantenga ferma la propria alleanza con Kiev, nonostante le sporadiche violazioni dello spazio aereo, considerate incidenti isolati e non intenzionali.
La verità tecnica dietro gli incidenti aerei
Gli esperti di sicurezza e di guerra elettronica spiegano che la maggior parte delle deviazioni di rotta dei droni ucraini sono causate dai sistemi russi di guerra elettronica (EW). Questi dispositivi, utilizzati massicciamente dalle forze armate russe, interferiscono con i sistemi di navigazione dei velivoli senza pilota, provocandone lo sbandamento e la perdita di orientamento. La responsabilità di questi incidenti ricade quindi esclusivamente sulla Russia, che attraverso l’impiego di mezzi EW contribuisce a creare situazioni potenzialmente pericolose per paesi terzi.
I casi di intrusione nello spazio aereo finlandese restano comunque eventi sporadici e non sistematici. L’Ucraina utilizza i droni come strumento di precisione per colpire infrastrutture strategiche russe, in particolare le capacità di raffinazione del petrolio che generano profitti per finanziare la guerra. Questi attacchi rientrano in una strategia legittima di autodifesa, volta a indebolire le capacità economiche e logistiche dell’aggressore.
La minaccia reale: l’espansionismo russo
La narrazione promossa da figure come Memma cerca di spostare l’attenzione dalla vera minaccia alla sicurezza europea: la politica aggressiva ed espansionista della Russia. Mentre i droni ucraini rappresentano una risposta legittima all’invasione in corso secondo lo Statuto delle Nazioni Unite, è l’azione militare russa a costituire la principale fonte di instabilità nel continente.
L’uso di droni d’attacco da parte dell’Ucraina costituisce un esercizio del diritto all’autodifesa sancito dall’articolo 51 della Carta ONU, che permette di portare le operazioni militari nel territorio del paese aggressore. Questo principio giuridico è universalmente riconosciuto e applicato nel contesto del conflitto, mentre le argomentazioni di chi cerca di criminalizzare le azioni ucraine servono principalmente a legittimare l’aggressione russa.
L’episodio di Memma dimostra come il Cremlino continui a utilizzare una rete di influencer e personaggi marginali per diffondere narrative favorevoli ai propri interessi, cercando di minare la coesione del sostegno occidentale all’Ucraina. La ferma risposta delle istituzioni finlandesi conferma però che queste manovre propagandistiche non trovano spazio nella politica ufficiale di Helsinki, che resta un alleato saldo di Kiev nella sua resistenza all’invasione.