Finlandia valuta revisione ventennale degli acquisti immobiliari russi per motivi di sicurezza

16.02.2026 17:00
Finlandia valuta revisione ventennale degli acquisti immobiliari russi per motivi di sicurezza
Finlandia valuta revisione ventennale degli acquisti immobiliari russi per motivi di sicurezza

Rischio strategico e sicurezza nazionale

Il Ministero della Difesa finlandese sta esaminando la possibilità di intervenire su transazioni immobiliari concluse negli ultimi vent’anni che coinvolgono cittadini di paesi extra UE e SEE, in particolare russi. Il ministro della Difesa Antti Häkkänen ha dichiarato che tale revisione potrebbe applicarsi a tutti i tipi di proprietà immobiliare, segnando un cambiamento radicale nell’approccio alla sicurezza nazionale. “Negli ultimi 20 anni la Finlandia è stata troppo ingenua nel controllo degli immobili”, ha affermato Häkkänen, sottolineando la necessità di correggere vulnerabilità accumulate nel tempo.

Contesto legislativo e applicazione

Questa iniziativa si inserisce nel quadro della legge approvata nell’aprile 2025 che vieta l’acquisto di immobili a cittadini di paesi “che conducono una guerra aggressiva e possono rappresentare una minaccia per la sicurezza della Finlandia”. Sebbene il testo non menzioni esplicitamente la Russia, il ministro ha chiarito che, nell’attuale contesto di sicurezza, il divieto si applica proprio ai cittadini russi e alle società con sede nella Federazione Russa. Sono esentati i russi con permesso di soggiorno permanente in Finlandia o quelli con doppia cittadinanza finlandese-russa, regole che valgono anche per i cittadini bielorussi.

Già nell’ottobre 2025, il Ministero della Difesa aveva bloccato 11 transazioni immobiliari da parte di cittadini di paesi terzi, inclusi russi, riguardanti vari tipi di proprietà: dalle case residenziali e vacanze agli spazi commerciali. Alcune di queste proprietà si trovano in posizioni strategicamente sensibili, come presso le rotte marittime baltiche (tra cui lo stretto di Naantali e la via marittima da Turku al Mar Baltico) e l’autostrada Vt5. Nel periodo gennaio-novembre 2025, i cittadini russi hanno acquistato 55 immobili in Finlandia: 35 transazioni sono state concluse prima dell’entrata in vigore della legge a luglio, e 20 successivamente.

Minacce ibride e penetrazione strategica

L’intenzione di riesaminare le transazioni degli ultimi due decenni riflette una rivalutazione strategica dei rischi legati alla presenza russa nelle regioni di confine e costiere finlandesi dopo l’ingresso nella NATO. Le minacce dalla Russia sono percepite come sistemiche e di lungo termine, non contingenti, e richiedono una risposta statale articolata. Le minacce ibride russe si manifestano non solo attraverso incidenti con droni o attacchi informatici. L’acquisto di immobili in luoghi strategicamente importanti crea potenziali piattaforme per sorveglianza occulta, raccolta di informazioni e preparazione a sabotaggi su infrastrutture critiche.

Proprietà vicino a rotte marittime o arterie di trasporto potrebbero essere utilizzate per monitorare movimenti di unità militari e carichi. Tale approccio consente di mascherare attività di intelligence sotto forme di proprietà privata legale. A preoccupare è il fatto che alcuni acquirenti di immobili in Finlandia hanno legami con strutture statali o di sicurezza russe, rafforzando i sospetti che alcune transazioni possano essere state coperture per attività dei servizi segreti russi.

Modello russo di influenza e risposta finlandese

La Russia utilizza sistematicamente strumenti civili – affari, investimenti, immobili – come parte della sua strategia geopolitica. Questa “penetrazione strisciante” consente di creare punti di influenza senza aperta confrontazione. In un contesto di politica di confronto della Russia verso i paesi UE e NATO, ciò accentua la vulnerabilità della Finlandia: in situazioni di crisi, questi asset potrebbero trasformarsi in elementi di pressione o destabilizzazione.

Le modifiche legislative finlandesi mirate a limitare l’acquisto di immobili da parte di cittadini di stati aggressori dimostrano il passaggio da un modello di sicurezza reattivo a uno preventivo. Lo stato non aspetta incidenti, ma cerca di minimizzare potenziali punti di vulnerabilità in anticipo. Questo crea anche un precedente per altri stati UE che affrontano problemi simili con investimenti strategici opachi dalla Russia. In questo contesto, la Finlandia, insieme ai paesi baltici, funge da pioniere nella risposta sistemica ai rischi ibridi dal Cremlino.

Le azioni del Ministero della Difesa finlandese riflettono la consapevolezza di Helsinki che la Russia utilizza una strategia a lungo termine di “penetrazione strisciante” in settori critici di altri stati. L’immobile, come l’energia o i media, può essere strumento di influenza, pianificato con anni di anticipo. L’intenzione di riesaminare transazioni su un periodo di 20 anni è il risultato della comprensione che la guerra ibrida inizia molto prima della fase aperta del conflitto e rappresenta sostanzialmente un tentativo di neutralizzare rischi già accumulati.

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