Franceschini (Pd): «Non serve un candidato moderato per vincere le elezioni»

16.09.2025 08:45
Franceschini (Pd): «Non serve un candidato moderato per vincere le elezioni»

L’ex ministro Dario Franceschini ha dichiarato che per il centrosinistra «vincere le prossime elezioni politiche non è soltanto possibile, è probabile». In un’intervista rilasciata a Repubblica, ha evidenziato come le forze di opposizione già oggi rappresentino «almeno quanto quelle di maggioranza», sottolineando l’ottimo lavoro svolto finora per costruire una coalizione. Secondo Franceschini, Giorgia Meloni non governerà «altri cinque anni». Dipende da noi, se non sbagliamo…», riporta Attuale.

Mettere da parte i rancori

L’esponente del Partito Democratico ha esortato a «uno sforzo collettivo e individuale per mettere da parte tutti i rancori del passato e costruire una coalizione la più larga possibile». Ha ricordato che Matteo Renzi fece cadere il governo Conte, mentre il M5s alimentò polemiche su Bibbiano; il PD, da parte sua, ruppe con il M5s dopo la caduta di Draghi. «Serve un colpo di cimosa sulla lavagna», ha affermato Franceschini, evidenziando l’importanza di non ripetere i vecchi errori e la necessità di flessibilità sul modello di alleanza. Meloni potrebbe tentare di modificare la legge elettorale per mettere in difficoltà l’opposizione con la dicitura del «candidato presidente del Consiglio sulla scheda», ma noi troveremo comunque il modo per indicarlo prima del voto. Le primarie sono «la possibilità più concreta», ha aggiunto.

La legge elettorale

Franceschini ha proseguito analizzando la situazione dell’attuale legge elettorale, affermando che se una nuova norma abolisse i collegi uninominali, il problema resterebbe, in quanto «non hanno ancora inventato una legge elettorale che fa vincere chi ha meno voti». Riguardo al profilo di chi potrebbe guidare il centrosinistra, ha osservato i cambiamenti nella politica italiana, chiarendo che per trent’anni si è pensato che per vincere le elezioni fosse necessario un candidato moderato, citando nomi come Prodi e Rutelli. Tuttavia, la situazione è cambiata: oggi vincere richiede di convincere i propri elettori a non astenersi, una strategia già attuata con successo dal centrodestra. Di conseguenza, persone come Meloni, Trump e Milei stanno ottenendo risultati positivi.

I voti dei moderati

Malgrado ciò, Franceschini ha sottolineato che «servono i voti di un’area moderata che oggi è frammentata e litigiosa». Ha messo in evidenza l’importanza di costruire questa area senza orchestrazioni dall’alto e ha riconosciuto che nel mondo civico e tra gli amministratori ci sono molte figure capaci di contribuire, citando nomi come la sindaca di Genova Silvia Salis, l’assessore romano Alessandro Onorato e il sindaco di Verona Damiano Tommasi. «Occorrono voci capaci di parlare ai lavoratori autonomi, alle piccole imprese, ai moderati» ha concluso Franceschini.

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