Francesco Barberini: l’ornitologo che racconta l’invasione dei parrocchetti verdi in Italia

20.09.2025 19:27
Francesco Barberini: l'ornitologo che racconta l'invasione dei parrocchetti verdi in Italia

Il parrocchetto dal collare, una specie aliena invasiva che ha conquistato l’Italia

Roma, 20 settembre 2025 – Il parrocchetto dal collare ha preso piede in Italia, colonizzando parchi cittadini e campagne. Questa specie aliena invasiva si è affermata in tutte le grandi città e anche nelle aree rurali, grazie alla sua capacità di adattamento. Francesco Barberini, un ornitologo di 18 anni e già noto divulgatore, evidenzia come il parrocchetto abbia trovato un habitat ideale nelle metropoli italiane come Bologna, Roma e Genova, riporta Attuale.

Barberini spiega che il parrocchetto proviene da regioni dell’Africa, India e Indocina, mentre il parrocchetto monaco è originario del Sud America. Questa colonizzazione del territorio è avvenuta principalmente attraverso animali fuggiti o liberati, dato che una coppia è sufficiente per generare una popolazione in rapida crescita.

Storicamente, già i Medici amavano questi pappagalli, apprezzati per il loro fascino e i colori vivaci. I parrocchetti dal collare sono animali pendolari, compiendo ampi spostamenti per nutrirsi e ritornare al nido, e in quanto specie aliena invasiva, pongono interrogativi sul loro impatto ambientale e agricolo.

Barberini mette in guardia sui danni causati da questa specie, sottolineando che il parrocchetto dal collare occupa i nidi scavati dai picchi, togliendo spazio ad altre specie, mentre in agricoltura si nutre di una vasta gamma di coltivazioni, dai semi di platano a diverse piante agricole.

Riflettendo sulla situazione attuale, il giovane ornitologo richiama l’attenzione sulla nostra ‘superficialità’ nell’affascinarci per animali esotici, citando anche il caso a fine Ottocento, quando a New York furono introdotti gli uccelli descritti da Shakespeare.

“Oggi la situazione è imprevedibile”, conclude Barberini, evidenziando la necessità di sviluppare linee guida etiche e pratiche per affrontare questi problemi di conservazione. Il cambiamento climatico, inoltre, sta influenzando il ciclo di vita degli uccelli migratori, con specie che arrivano prima della stagione migratoria e altre, come il nibbio bruno, che scelgono di non migrare più a causa degli inverni più caldi.

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