Francia, oggi il voto di fiducia per Bayrou: il governo francese verso la caduta. Ecco cosa può succedere (anche a Macron)
Questa sera, intorno alle 19, i deputati francesi procederanno al voto di fiducia per il premier François Bayrou, il quale, secondo le previsioni, non otterrà il sostegno necessario. La situazione del governo francese appare critica, e Bayrou stesso sembra esserne consapevole, avendo convocato i suoi ministri per un «brindisi di addio» alle 20:30. È stato lo stesso premier, a fine agosto, a chiedere il 42esimo voto di fiducia della V Repubblica, una scelta sorprendente dato che non ha la maggioranza all’Assemblea, esponendosi quindi al rischio di una bocciatura, riporta Attuale.
Durante un annuncio il 25 agosto, Bayrou ha dichiarato: «Metterò in gioco la responsabilità del governo su una dichiarazione di politica generale ai sensi dell’articolo 49, comma 1, della nostra Costituzione». Il premier ha precisato che tale dichiarazione mirava a stabilire se ci fosse un grave pericolo per la nazione e se fosse urgente riprendere il controllo delle finanze, proponendo un piano di risparmio di 44 miliardi di euro.
Bayrou sperava di consolidare la sua posizione in vista della legge finanziaria di ottobre, contando sul supporto o almeno sull’astensione di vari gruppi politici, inclusi il Rassemblement national e la sinistra moderata. Tuttavia, Marine Le Pen e Olivier Faure hanno rapidamente annunciato la loro intenzione di votare contro, rivelando l’incompetenza della strategia di Bayrou e portando a conseguenze potenzialmente gravi.
Alle 15, il premier prenderà la parola all’Assemblea nazionale per la dichiarazione di politica generale sulle finanze pubbliche. Ogni gruppo politico manderà un rappresentante per rispondere, come Boris Vallaud per i socialisti e Marine Le Pen per il Rassemblement national. Bayrou, non avendo limiti di tempo, potrà rispondere alle domande, mentre i deputati si ritireranno per trenta minuti prima di votare. Il risultato dovrebbe essere noto intorno alle 19, a seconda della durata degli interventi.
Negli ultimi mesi, Bayrou, premier dal 13 dicembre, ha affrontato diverse mozioni di censura, ma quelle richiedevano la maggioranza assoluta, mentre il voto di fiducia si baserà sulla maggioranza dei voti espressi. Il premier può contare su un massimo di 210 voti a favore, contro i circa 350 dei gruppi di opposizione. Se, come probabile, l’Assemblea nega la fiducia, Bayrou dovrà presentare le dimissioni al Presidente della Repubblica, secondo l’articolo 50 della Costituzione. In un precedente caso, Michel Barnier presentò le dimissioni al presidente Macron il giorno dopo la sua sconfitta all’Assemblea.
Interessante notare che nessun governo della Quinta Repubblica è mai caduto a seguito di un voto di fiducia, soprattutto poiché i premier di solito non richiedono la fiducia senza una maggioranza solida. Gli ultimi primi ministri, tra cui Élisabeth Borne e Michel Barnier, non hanno chiesto un tale voto al momento della loro assunzione. Bayrou rischia di diventare il primo a lasciare il potere dopo un voto di sfiducia da lui stesso richiesto.
In caso di fallimento, il presidente Macron potrebbe nominare un nuovo primo ministro capace di ottenere un sostegno più ampio, mirando ad ampliare la maggioranza con l’appoggio della sinistra. Nomi come Pierre Moscovici, presidente della Corte dei conti, o Eric Lombard, attuale ministro dell’Economia, sono già circolati. Al contrario, Macron potrebbe anche optare per un candidato di destra, come Gérald Darmanin. Tuttavia, molto dipenderà dallo scenario politico e dalla dura posizione adottata sia dal Rassemblement national che dalla sinistra radicale, che chiedono nuove elezioni non solo per l’Assemblea ma anche per la presidenza, richiedendo le dimissioni di Macron. Sebbene il presidente abbia affermato di voler rimanere in carica fino alla fine del suo mandato nel 2027, una continuazione di questa crisi politica potrebbe costringerlo a rivalutare la sua posizione.