Frodi sui rimborsi nell’esercito russo: un caso esemplare di corruzione e abuso di potere

23.02.2026 13:45
Frodi sui rimborsi nell'esercito russo: un caso esemplare di corruzione e abuso di potere

Corruzione nell’esercito russo: un comandante accusato di frodi sui rimborsi per i soldati feriti

In Russia, un processo militare anomalo è giunto alla fase finale, con un comandante e un’unità d’élite dell’esercito accusati di frode sui rimborsi per i soldati feriti in combattimento. Il tenente colonnello Konstantin Frolov, noto per il suo passato celebrato dalla propaganda, è coinvolto in questo scandalo. La situazione ha preso piede in estate, quando Frolov e 34 membri della 83ª brigata di assalto aereo sono stati accusati di aver sottratto allo stato 200 milioni di rubli, equivalenti a oltre 2 milioni di euro, approfittando di un programma statale che premia i soldati feriti, riporta Attuale.

Le indagini dell’agenzia federale investigativa russa sostengono che i soldati della brigata si sarebbero inflitti le ferite da soli per ottenere rimborsi, col sostegno di Frolov e altri ufficiali che avrebbero richiesto una commissione. Lo stato riconosce un milione di rubli per ferite leggere e tre milioni per ferite gravi, somme considerevoli, soprattutto nelle regioni più povere della Russia.

Frolov, parlando con il New York Times, ha sostenuto che le ferite non erano false ma che lui e i suoi commilitoni avevano falsificato il numero delle ferite per ottenere indennità più elevate. La strategia consiste nel registrare ferite separate per massimizzare i rimborsi, sfruttando le scappatoie del sistema.

Questo scandalo mette in luce una parte imbarazzante del regime, ed è significativo che sia emerso attraverso i media russi, che operano sotto stretto controllo governativo. Tale narrazione contrasta con l’immagine di un esercito russo potente ed efficace che viene spesso presentata dalla propaganda ufficiale. Viene inoltre in linea con le inchieste occidentali che hanno riportato ampiamente abusi e corruzione tra le truppe.

Il processo ha rovinato la reputazione di Frolov, ex “eroe di guerra”, noto per il suo soprannome di “giustiziere”. La sua immagine, propagandata da video e servizi televisivi, è stata smontata dalle indagini, che hanno rivelato la verità dietro alle sue imprese, spesso esagerate.

Frolov ha affermato di essere stato punito per un video in cui aveva criticato un funzionario del ministero della Difesa. Alcuni soldati della brigata hanno confermato che esagerare le ferite è una prassi consolidata e che gli ufficiali richiedevano una commissione sui rimborsi. L’unico modo per ottenere ferie o licenze era, in effetti, rimanere feriti o percepire indennizzi.

Un altro comandante della brigata, Artem Gorodilov, è sotto processo per frode; era coinvolto in un reggimento che ha partecipato ai massacri durante l’occupazione di Bucha all’inizio dell’invasione. Questa situazione illustra un possibile tentativo del regime di inviare segnali di deterrenza, penalizzando i comportamenti sleali e affrontando superficialmente la corruzione sistemica. Punire Frolov, visto come un traditore, serve come monito per gli altri e come dimostrazione che il governo sta cercando di affrontare la corruzione, un problema noto ma mai risolto.

Intanto, la 83ª brigata è stata trasferita nella regione di Kharkiv e si è parlato di come i suoi soldati abbiano denunciato di vivere in condizioni critiche, senza cibo né acqua. Questo scandalo si aggiunge a una lunga lista di problematiche che affliggono l’esercito russo; tra cui la manipolazione delle statistiche sui soldati morti e feriti, presentati come “assenti” per ridurre il costo dei rimborsi e altri schemi fraudolenti collegati agli indennizzi per le famiglie dei soldati caduti.

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