Funerali di Emanuele Galeppini: il mistero circonda la sua morte
Genova, 8 gennaio 2025 – La chiesetta di Sant’Antonio a Boccadasse non sarà in grado di contenere tutte le persone che oggi alle 11.30 vorranno dare l’ultimo saluto a Emanuele Galeppini, il giovane golfista tragicamente deceduto nell’incendio di Crans-Montana, l’ultima vittima italiana a ricevere i funerali, dopo Chiara, Achille, Riccardo e Sofia. Familiari, amici e cittadini genovesi si uniranno a Edoardo e Beatrice, i genitori del sedicenne, straziati dal dolore e dalla rabbia di non sapere le circostanze della morte del loro Emanuele. “Il suo corpo non mostrava alcun segno di ustione, era perfettamente integro. Non sono bruciati neppure il telefono cellulare e il portafoglio. Non sappiamo nemmeno se era dentro il locale o se è morto per il gas”, riporta Attuale.
I genitori di Emanuele hanno cercato invano informazioni in Svizzera, compresa un’autopsia o un documento medico, ma “non ci hanno nemmeno risposto”. Sono stati sottoposti a un’incerta giostra emotiva: dalla triste notizia della morte, alla flebile speranza con la richiesta del confronto del Dna, fino alla conferma che Emanuele era tra le vittime. “Ma allora – si chiede il legale – perché non è stato effettuato subito il riconoscimento, visto che sul corpo non c’erano ustioni? A maggior ragione, visto che mamma e papà stavano girando per gli ospedali chiedendo aiuto”. La famiglia sta considerando la possibilità di presentare una denuncia alla Procura di Roma.
Le richieste di verità dei Galeppini si uniscono a quelle dei familiari delle altre giovani vittime italiane. Per Andrea Costanzo, papà di Chiara, “è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è”. L’appello è rivolto alle autorità italiane affinché si facciano carico di ottenere risposte dalla Svizzera.
La procura elvetica guidata da Beatrice Pilloud è sotto attacco per la decisione di non sottoporre Jacques Moretti e Jessica Maric a misure cautelari. Secondo la procuratrice, non sussiste il pericolo di fuga per i due coniugi, attualmente indagati per omicidio e lesioni colpose. Tuttavia, questa scelta sta suscitando critiche per un eccessivo garantismo, tra cui quella dell’ambasciatore italiano in Svizzera. Si è fatto notare che l’arresto per 24 ore avrebbe potuto facilitare perquisizioni e raccolta di eventuali prove.
Oggi, tuttavia, le polemiche rimarranno in secondo piano per fare spazio al dolore e al ricordo di Emanuele.