Arezzo, 15 febbraio 2026 – I complici rimangono in fuga mentre uno di loro è stato trovato morto dissanguato. Questo è l’epilogo choc dopo una notte di terrore nell’Aretino, che solleva preoccupazioni significative riguardo la sicurezza. Durante la notte tra venerdì e sabato, una serie di ville nella località Policiano a Gorello, alle porte di Arezzo e lungo la SR71 che conduce a Cortona, è stata bersaglio di una gang di tre ladri. Dopo un colpo dopo l’altro, il bottino tra argenteria e gioielli è cresciuto, riporta Attuale.
Il colpo muniti di trapano
I ladri, muniti di un trapano, si sono infiltrati in un’abitazione forando un infisso di legno sul retro, per aprire le porte. L’allerta è scattata alle 20.39 quando è stato attivato l’allarme in un altro appartamento. I ladri hanno avuto vita facile, in quanto uno dei proprietari era fuori a cena. Il fratello della vittima, avvocato di 76 anni, ha uscito il figlio per controllare l’allerta. Questo avvocato, scosso, racconta l’accaduto mentre i malviventi fuggivano e il figlio tentava di inseguirli, mentre lui tornava in casa.
“Quando ho sparato erano lontani”
«Dallo spavento ho preso un’altra iniziativa – racconta il 76enne, desideroso di rimanere anonimo –. Ho estratto la pistola regolarmente denunciata e ho sparato in aria due colpi a scopo esclusivamente intimidatorio, quando i ladri erano già a centinaia di metri. Subito dopo ho chiamato il 112 per chiedere aiuto».
Chi era la vittima
Il corso degli eventi ha preso una piega imprevedibile: uno dei ladri in fuga, Cristea Arben, 46enne di origine albanese già noto alle forze dell’ordine, ha riportato una ferita mortale dovuta all’impatto contro uno dei paletti metallici della recinzione anti-cinghiali del retro della villa. La morte è stata causata da uno shock emorragico a seguito della recisione dell’arteria femorale. Il suo corpo è stato rinvenuto a pochi metri dal terrazzamento della villa. Gli inquirenti sono attualmente sulle tracce degli altri due complici, mentre Arben è stato trasferito all’ospedale San Donato di Arezzo per l’autopsia.
“Da anni viviamo con l’ansia”
I residenti, tra cui Angiolo Gelli, esprimono la loro preoccupazione: «Viviamo con l’ansia poiché la nostra strada non è illuminata. Sono stato vittima di un furto dieci anni fa. La paura e il brutto ricordo restano. Senza lampioni, i ladri avranno sempre vita facile». Questa situazione evidenzia le problematiche di sicurezza nelle abitazioni, che ora risuonano a livello nazionale e politico.
Salvini e Vannacci
Il primo a commentare è stato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che ha twittato: «Spiace, ma la difesa è sempre legittima», riferendosi all’incidentato episodio e sottolineando che non sono emersi comportamenti irregolari da parte della famiglia coinvolta. A seguire, l’ex alleato di Salvini, Roberto Vannacci, ha commentato l’accaduto, sottolineando l’identità del ladro, e ha lanciato accuse sull’installazione della recinzione e sul proprietario di casa che ha sparato, con toni provocatori nei confronti della gestione della sicurezza e dei diritti delle minoranze.