Conferenza a Parigi: 26 Paesi offrono garanzie di sicurezza all’Ucraina
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che 26 Paesi hanno concordato di fornire garanzie di sicurezza per l’Ucraina, definendo la riunione a Parigi come un “primo passo concreto di grande importanza”. Le dichiarazioni sono arrivate durante la conferenza stampa finale del vertice, prima di un abbraccio con il presidente francese Emmanuel Macron, riporta Attuale.
Il summit, intitolato “Pronti per la pace e per la nostra sicurezza”, ha segnato un passo significativo nell’ambito della “coalizione dei volenterosi”, iniziativa avviata il 17 febbraio scorso. Macron ha evidentemente sottolineato che i capi di stato maggiore e i ministri della Difesa hanno elaborato piani di intervento per garantire la sicurezza dell’Ucraina, nel momento in cui si raggiunga un accordo di cessate il fuoco. “Il giorno stesso in cui i combattimenti dovessero cessare, noi siamo pronti a intervenire”, ha dichiarato Macron, segnalando una chiara volontà di supporto militare.
Tuttavia, le sue parole hanno suscitato confusione, poiché ha specificato che 26 Paesi su 35 della coalizione sono pronti a intervenire “sul suolo, in mare o nell’aria”. Mentre nazioni come Francia e Regno Unito sembrano pronte a inviare truppe, paesi chiave come Italia, Germania e Polonia non sono d’accordo, come chiarito da Macron, il quale ha precisato che ogni Paese avrà modalità di intervento specifiche.
Dal canto suo, la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha confermato la posizione dell’Italia, escludendo l’invio di soldati in Ucraina. Durante una videoconferenza, Meloni ha espresso apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco tramite iniziative di monitoraggio e formazione all’estero. Inoltre, ha proposto un meccanismo difensivo ispirato all’articolo 5 del Trattato della NATO, accettato con favore da Zelensky, come forma di garanzia di sicurezza per l’Ucraina.
Meloni ha anche partecipato a una telefonata significativa con Donald Trump a Washington. Nella lunga conversazione, è stata riaffermata la comune volontà di una pace giusta e duratura in Ucraina, evidenziando la necessità di un supporto statunitense in caso di attacco da parte della Russia durante le operazioni post-belliche. Trump, secondo quanto riferito, ha dato rassicurazioni in tal senso, nonostante l’irritazione per il fatto che Slovacchia e Ungheria continuano a importare petrolio russo.
La situazione resta complessa, poiché l’ultimo e più cruciale passo verso la stabilità è rappresentato dalla fine dell’aggressione russa. Zelensky ha sottolineato la necessità di un incontro con Putin, ma ha avvertito che l’invito serve solo a compromettere i negoziati. “Al momento, non c’è alcuna volontà russa di mettere fine alla guerra”, ha concluso il presidente ucraino.