Garlasco, l’avvocato Lovati conferma di aver ricevuto 15mila euro da Soldani durante l’inchiesta sulla corruzione

13.11.2025 17:45
Garlasco, l'avvocato Lovati conferma di aver ricevuto 15mila euro da Soldani durante l'inchiesta sulla corruzione

Brescia, 13 novembre 2025 – “Confermerò quanto già detto e cioè che ho preso 15mila euro dal collega Soldani“. Lo ha detto l’avvocato Massimo Lovati prima di entrare in tribunale a Brescia dove viene sentito come persona informata sui fatti dai pm nell’ambito dell’inchiesta collegata al caso Garlasco per la presunta corruzione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, per archiviare la posizione di Andrea Sempio, riporta Attuale.

“Mai chiesto soldi”

“Io non ho mai chiesto soldi, andavo a prendere i soldi che chiedeva Soldani. Dove sono finiti i soldi dei Sempio? Ma che ne so! Non lo so. Io so quello che hanno dato a me“. Sull’inchiesta bresciana, l’avvocato Lovati ha poi aggiunto: “ho sempre detto che mi fa ridere”.

L’inchiesta bresciana

Gli inquirenti bresciani indagano sulla presunta corruzione dell’ex procuratore pavese Mario Venditti: secondo l’ipotesi dell’accusa, il magistrato ora in pensione avrebbe ricevuto denaro cash dal papà Sempio per scagionare il figlio, da circa un anno nuovamente sospettato per aver ucciso, 18 anni fa, la ragazza.

Gli avvocati Federico Soldani e Simone Grassi

Ieri erano stati ascoltati altri due ex legali di Andrea Sempio, gli avvocati Federico Soldani e Simone Grassi, anche loro in merito ai pagamenti fatti dalla famiglia dell’amico di Marco Poggi, fratello di Chiara. I legali erano stati convocati per chiarire se i soldi fossero il loro compenso in nero come difensori del giovane commesso di Garlasco o se fossero destinati ad altri. In sostanza, se quei soldi fossero destinati all’ex procuratore pavese Mario Venditti: secondo l’ipotesi dell’accusa, il magistrato ora in pensione avrebbe ricevuto denaro cash dall’operaio per scagionare il figlio, da circa un anno di nuovo sospettato per aver ucciso, 18 anni fa, la ragazza. Un’accusa che l’avvocato Simone Grassi non ha mai confermato: ai media ha raccontato di non aver mai percepito un euro e di essere “stato ripagato con la pubblicità” che offre un caso giudiziario del genere.

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