Nuove Scoperte nell’Inchiesta sull’Omicidio di Chiara Poggi
Garlasco (Pavia), 21 giugno 2025 – Rifiuti dimenticati per otto mesi nel secchio di una villetta di Garlasco sembrano ora rivestire un ruolo centrale nella recente inchiesta riguardante l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Durante un incidente probatorio richiesto dalla Procura pavese che sta indagando su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, i resti rinvenuti 17 anni fa presso la Medicina legale dell’Università di Pavia sembrano celare una promessa di verità, riporta Attuale.
Le due vaschette di Fruttolo, il bricco dell’Estathé, il piattino di plastica, il pacchetto di biscotti – un semplice spuntino o una colazione – sono diventati al centro della controversia tra difesa e accusa, rappresentando un punto cruciale tra le parti civili e i legali di Alberto Stasi. Le analisi genetiche dovrebbero fornire un profilo di chi potrebbe aver consumato questi snack, possibilmente insieme a Chiara.
Sempio ha dichiarato di non essere entrato in quella casa senza l’amico Marco, fratello di Chiara, che era partito già una settimana prima. Non ha fatto menzione di alcuna merenda. Alberto, da parte sua, ha negato di ricordare di aver mangiato quegli alimenti, affermando che, sebbene apprezzi l’Estathé, non ha memoria di averlo consumato subito prima dell’omicidio. Ricorda solo di aver mangiato della birra a cena, rendendo difficile l’attribuzione di quei rifiuti a una colazione del giorno della tragedia.
È assodato che quella sera, i due fidanzati hanno consumato pizza. Infatti, su uno dei cartonetti sequestrati emerge un’impronta di Stasi, una delle poche rinvenute. Nelle immediate vicinanze di quei cartoni, due cucchiaini sono stati trovati nel lavandino sopra la pattumiera, ma non sono stati presi in considerazione nelle analisi. Tuttavia, associare quegli scarti a una colazione avvenuta la mattina dell’omicidio appare notevolmente azzardato.
Chiara Poggi, probabilmente, trascorreva i suoi ultimi istanti di vita nella saletta davanti alla televisione. Lo schermo acceso quando i primi soccorritori sono arrivati, mentre stava consumando una colazione diversa da quella rinvenuta nei rifiuti. Accanto al televisore era presente un sacchetto di cereali e un cucchiaino, su cui è stata isolata la sua traccia di DNA. Questo sembra suggerire che qualcuno possa averla chiamata proprio in quel momento, lasciandola esposta all’aggressore.
Secondo le indagini dei Ris condotte nella villetta di Garlasco, si rinvennero macchie di sangue e impronte già il 16, 17 e 20 agosto 2007. Venne redatta una relazione sui reperti rinvenuti, evidenziando dettagli in merito alla posizione e alla dinamica della violenza perpetrata contro Chiara. La prossimità di uno zampillo di sangue, rinvenuto a mezzo metro da un ragazzo ormai a terra, segnala probabilmente le fasi dell’attacco, durante il quale Chiara rimase vittima di un’assalto che le fu fatale.
Analisi in corso sui reperti avrebbero potuto chiarire maggiormente la dinamica dell’attacco, e uno degli elementi di rilievo è sicuramente il telefono rinvenuto sulla scena. Se da un lato sono state catalogate tracce ematiche, dall’altro rimane oscuro il senso di un’impronta digitale scoperta dal comandante del Ris, Garofano. Sebbene non attribuibile a qualcuno, il telefono potrebbe rivelarsi cruciale per ricostruire gli eventi accaduti quel giorno, e si stanno approfondendo anche ulteriori elementi trovati nel sacco della spazzatura, come un pelo di origine indefinita.
Queste recenti scoperte nel caso di Garlasco pongono interrogativi sulla verità dell’omicidio e potrebbero influenzare in modo significativo le future indagini e dibattimenti, evidenziando l’importanza di riscattare la memoria di Chiara Poggi e trovare giustizia per la sua tragica scomparsa.