Gaza City, direttore dell’Al Shifa Hospital denuncia: «Mancano medicinali e pazienti muoiono in fila»

17.09.2025 08:35
Gaza City, direttore dell'Al Shifa Hospital denuncia: «Mancano medicinali e pazienti muoiono in fila»

Gaza: Ospedale Al Shifa al Collasso dopo l’Offensiva Israeliana

La notte del 15 settembre 2025 ha segnato un aumento catastrofico dei pazienti all’ospedale Al Shifa di Gaza City, annunciato dal direttore Mohammed Abu Salmiya. “Siamo inondati di pazienti, non ci sono più letti disponibili”, ha dichiarato, descrivendo la situazione all’interno della struttura sanitaria già in crisi, riporta Attuale.

I bombardamenti intensificati hanno causato almeno trentacinque morti e oltre 130 feriti. “La notte ha portato una devastazione simile a quella che abbiamo visto nei mesi di ottobre e novembre 2023”, ha aggiunto Salmiya. Solo un terzo della struttura è attualmente operativa: “Solo tre sale operatorie sono rimaste attive, il che significa che molte persone muoiono in attesa di un intervento chirurgico. Siamo impotenti”, ha continuato.

Con 250 posti letto disponibili e un numero di pazienti che supera i 500, la situazione è critica. Mancano farmaci, anestetici e sangue. “La mancanza di antibiotici rende infezioni una condanna. Senza donatori, dobbiamo affrontare un’emergenza oltre ogni limite”, ha detto Salmiya, evidenziando che tra le vittime ci sono molte donne e bambini, con gravi ustioni su oltre il 90% del corpo.

L’ospedale Al Shifa si trova a soli due chilometri dal centro città, ma le ambulanze disponibili sono poche. “Siamo al collasso. Non abbiamo nemmeno acqua da distribuire. Molti membri del personale sanitario sono morti o sono stati arrestati, e non so se supereremo le prossime notti”, ha affermato Salmiya. In precedenza, egli era stato arrestato nel novembre 2023, accusato di utilizzare l’ospedale come centro di comando di Hamas, ma dopo il rilascio ha continuato a denunciare le condizioni nei nostri ospedali.

Il quadro umanitario a Gaza è desolante. “Non potremmo far fronte a questa crisi senza un intervento internazionale”, ha affermato Salmiya, mentre i numeri delle nascite premature aumentano a causa della malnutrizione. Anche le condizioni di accesso alle strutture sanitarie sono problematiche: “La città è diventata una zona di guerra. Gli accessi sono rischiosi e i servizi medici si sono ridotti”, ha concluso Esperanza Santos, infermiera di Medici Senza Frontiere, che lavora anche ad Al Helou Hospital.

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