Gaza City: Un Centro di Conflitto e Ritorno per una Popolazione in Crisi
Gaza City si trova nuovamente al centro delle tensioni, con le sue strade trasformate in un campo di battaglia dopo l’aggressione di Hamas e le successive operazioni militari israeliane. Prima dell’ottobre 2023, la città, con una densità di circa 9.983 abitanti per chilometro quadrato, ospitava circa 750 mila persone. Dopo il cessate il fuoco di gennaio, 800 mila residenti erano tornati in un contesto di distruzione. Le attuali offensive hanno costretto gli abitanti a evacuarsi nuovamente, riporta Attuale.
Gaza City, conosciuta anche come Medinat Ghazzah, è la più grande e popolosa della Striscia, con 14 quartieri distinti, dove la maggior parte della popolazione è composta da giovani sotto i 25 anni. Nonostante un elevato tasso di scolarizzazione e la presenza di quattro università, la disoccupazione tocca il 40%, con molti servizi pubblici gestiti da organizzazioni umanitarie.
La città presenta un’importante varietà di quartieri, tra cui Rimal, visto come il più ricco, ma gravemente danneggiato all’inizio della guerra. In questa area si trovavano anche le sedi delle Ong internazionali e l’Al Shifa Hospital, l’ospedale principale. Altri quartieri come Shejayia e Al-Shati sono stati colpiti in precedenti conflitti, con la popolazione sempre costretta a fronteggiare le conseguenze economiche di anni di blocco e bombardamenti.
Gaza City, situata a soli settanta chilometri da Tel Aviv e con radici storiche che risalgono al 1500 a.C., è testimone di un passato ricco e complesso, avendo subito l’influenza di numerosi imperi nel corso dei secoli. Tuttavia, la recente escalation del conflitto ha causato danni significativi a molti dei suoi simboli storici, inclusa la moschea Sayyed Hashim, tradizionalmente considerata il sito della sepoltura del bisnonno di Maometto. Gli attacchi israeliani hanno devastato quest’area e altre strutture cruciali, riportando a galla un ciclo di violenza che sfida qualsiasi tentativo di pace duratura.
Le difficili condizioni di vita della popolazione e le infrastrutture in rovina rendono sempre più complicata la situazione umanitaria. In questo contesto, qualsiasi nuova offensiva militare pone nuove sfide alla comunità, già in difficoltà, costringendola a chiedere aiuto e soluzioni urgenti da parte della comunità internazionale.