Gianluigi Buffon accusa i politici per il declino del calcio italiano in un’intervista esclusiva

22.11.2025 09:15
Gianluigi Buffon accusa i politici per il declino del calcio italiano in un'intervista esclusiva

Buffon critica la crisi del calcio italiano: «Complacenza e mancanza di visione a lungo termine»

Il Capo Delegazione della Nazionale Italiana, Gianluigi Buffon, ha rilasciato un’analisi severa dei problemi del calcio italiano, attribuendo la crisi a decenni di complacenza e alla natura miope della classe politica del paese, riporta Attuale.

La profezia del 2010 e la vita nel passato

Buffon ha affrontato il suo famoso commento al ritorno dalla Coppa del Mondo 2010, dove aveva avvertito che le difficoltà della nazionale erano solo all’inizio. Ha ricordato il suo avvertimento originale: “Qui abbiamo commesso alcuni errori, non c’è dubbio. Ma attenzione: tra qualche anno ci troveremo a celebrare le qualificazioni, non una vittoria in Coppa del Mondo.”

Ha spiegato che non si trattava solo di una profezia, ma di una constatazione della situazione: “Ho capito cosa stava succedendo, i cambiamenti in atto erano più rapidi del previsto.” Ha aggiunto che la sua intenzione era anche “non volerci raccontare storie che non esistono più.”

Buffon ha tracciato un netto contrasto tra l’Italia e i suoi rivali europei, osservando che l’Italia è ancora appesantita dalla sua storia. Ha detto che a differenza dell’Italia, altre grandi nazioni calcistiche sono nel presente: “Il problema è vivere in due mondi che non si incontrano. Da un lato, per merito della nostra storia, siamo presuntuosi: pensiamo che tutto ci sia dovuto per grazia divina.”

Ha continuato: “La Francia è una grande squadra da trenta anni, la Spagna da quasi venti, loro sono nel presente.” Per l’Italia, ha attribuito un fondamentale fallimento nella pianificazione: “I risultati di oggi risalgono a vent’anni fa, quando siamo diventati complacenti riguardo alla nostra forza, su Buffon, Cannavaro, Totti. Pensando che tutto ciò fosse eterno per grazia divina. Anche allora avremmo dovuto ripensare ai modelli tecnici e tattici, ma eravamo cicale.”

Colpe e crisi futura

Il leggendario portiere è stato diretto nella sua critica alla mancanza di visione a lungo termine del sistema, che attribuisce alla pressione esterna. Ha dichiarato che implementare le necessarie riforme profonde richiede un impegno che i politici sono riluttanti a fare: “È una scelta coraggiosa che la politica spesso non fa, concentrata sui voti e quindi sul qui e ora, senza pensare alla pianificazione.”

Buffon ha concluso con una cupa previsione per il continuo stagnamento del calcio italiano: se questi problemi non verranno affrontati con stabilità e pazienza, le difficoltà rimarranno per la prossima generazione. Ha avvertito l’intervistatore: “Semplice: tra dieci anni intervisterai un altro Buffon al mio posto, e le domande e le risposte saranno le stesse.”

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