Perugia, 10 ottobre 2025 – Un malore improvviso ha portato alla morte di Gianni Colangeli, 52 anni, fratello di Marinella, una delle 29 vittime della tragica strage del resort di Rigopiano. Colangeli è deceduto mentre si trovava alla guida della propria auto this morning in aula a Perugia per il processo d’appello bis, riporta Attuale. Inutili i soccorsi tentati dalla moglie Valentina, seduta accanto a lui e che è riuscita a fermare il veicolo. Questa è un’ulteriore tragedia per una famiglia già segnata dalla perdita di Marinella, 30 anni, responsabile della spa del resort. La notizia ha sconvolto i familiari delle vittime, riuniti in un comitato che lotta da quasi nove anni per ottenere giustizia. Le famiglie, nel tentativo di essere puntuali, si erano radunate all’alba per giungere in aula, provenienti da Abruzzo, Marche e Lazio.
Chi era Gianni Colangeli
Gianni Colangeli gestiva un b&b a Farindola, dove viveva con la moglie e i due figli. Aveva intitolato la sua attività alla sorella Marinella, in sua memoria, e sui social lo ritraevano entrambi sorridenti. Insieme a sua sorella Antonella, ha seguito il processo fin dall’inizio, visualizzando ogni mattina il canalone che si stagliava di fronte a lui, a pochi chilometri dall’hotel. L’unica via di accesso, la provinciale 8, era bloccata da un muro di neve alto oltre due metri il 18 gennaio 2017. Ogni giorno il padre di Gianni, Nicola Colangeli, percorreva quella strada per deporre un fiore sulla tomba della figlia, lì presso il cippo dell’hotel, che paradossalmente era rimasto intatto a fronte della furia di una valanga capace di spostare il resort intero.
Sconvolta la ‘famiglia’ di Rigopiano
Il dolore per la morte di Gianni ha colpito profondamente i familiari delle vittime, uniti da una sofferenza comune. “Siamo come una famiglia”, ripetono. Le udienze rappresentano un’opportunità per ritrovarsi: molti si sono intrattenuti a parlare fuori dal tribunale. “Chiediamo giustizia,” affermano di frequente mamme, papà, figli e fratelli.
Il processo per la strage
Ieri mattina, il giudice a latere ha rievocato i punti salienti della sentenza della Cassazione, la quale ha ribaltato le precedenti decisioni di primo e secondo grado, rimettendo al centro della questione la Regione Abruzzo. Il processo è stato aggiornato al 17 novembre, quando interverrà il procuratore generale.