Il padre di Giulia Cecchettin commenta la fine della vicenda giudiziaria
Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa con 75 coltellate da Filippo Turetta l’11 novembre 2023, ha espresso la sua opinione sulla rinuncia della Procura generale all’appello contro la sentenza di primo grado, che ha condannato l’assassino all’ergastolo, ma senza riconoscere le aggravanti di crudeltà e stalking. “Non esiste una giustizia capace di restituire ciò che è stato tolto, ma esiste la consapevolezza che la verità è stata riconosciuta e che le responsabilità sono state pienamente accertate”, ha affermato Cecchettin, aggiungendo che “come padre, ho scelto da tempo di guardare avanti, perché l’unico modo per onorare Giulia è costruire, ogni giorno, qualcosa di buono in suo nome”, riporta Attuale.
La conclusione ufficiale della vicenda processuale è attesa per il 14 novembre nell’aula bunker di Mestre, dove la Corte d’Assise d’Appello prenderà atto della rinuncia all’impugnazione da entrambe le parti. Turetta, in una lettera diffusa alcune settimane fa, aveva già manifestato il desiderio di “assumermi la piena responsabilità per quello che ho fatto, di cui mi pento ogni giorno”, accettando quindi la pena inflitta in primo grado. La Procura generale, compiendo la stessa scelta, di fatto conferma la condanna di primo grado a ergastolo con l’aggravante della premeditazione.
Un momento significativo avverrà tra quattro giorni, quando saranno trascorsi due anni dal femminicidio di Giulia Cecchettin. Il corpo della giovane fu rinvenuto il 18 novembre, evento che scatenò una vasta mobilitazione in tutto il Paese, accendendo il dibattito sulla violenza di genere e sollecitando l’attenzione pubblica su temi cruciali legati alla sicurezza delle donne.