Giorgetti al Festival di Open: priorità su debito e tasse
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha partecipato alla seconda giornata del Festival di Open a Parma, collegato da Copenhagen. Durante il suo intervento, ha discusso del recente miglioramento del rating di Fitch sul debito sovrano italiano, passato a BBB+. «Finalmente ci viene riconosciuto il lavoro che abbiamo fatto, a partire dalla drastica riduzione dello spread. Quella promozione è il frutto di un lavoro che non incasso io, ma il Paese, i cittadini e, ahimè, anche le banche», riporta Attuale.
L’ipotesi di una riduzione dell’Irpef
Riguardo alla manovra in preparazione, Giorgetti ha chiarito che «un tesoretto da spendere non c’è». Una delle possibili misure in discussione è la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per la seconda fascia di reddito (fino a 50mila euro, con possibilità di estenderla fino a 60mila). «Tutta questa disciplina nella finanza pubblica serve a ridurre il carico fiscale sugli italiani. Questa è una priorità del governo, non solo una promessa elettorale. Confido di portare dei risultati in questo senso», ha affermato il ministro.
Il «pizzicotto» alle banche
Per coprire i fondi necessari a un possibile taglio delle tasse, il governo potrebbe esigere un sacrificio dalle banche. Giorgetti ha commentato: «In passato ho parlato di un “pizzicotto” e qualcuno se l’è presa. Diciamo un pizzicotto alle banche, ecco. Un pizzicotto a casa mia era qualcosa di affettuoso, non era uno sberlone. L’Italia è un sistema in cui, se c’è coerenza e coesione, possiamo fare tante cose. Lo standing del sistema bancario italiano è migliorato in questi anni anche grazie agli sforzi del governo». Ha inoltre accennato che le banche sono già a conoscenza dei prossimi sviluppi.
Lo stato dell’economia italiana
Giorgetti ha voluto rassicurare sul futuro dell’economia italiana, dichiarando: «Il timone lo so manovrare, quindi la rotta da seguire ce l’ho». Ha spiegato che, sebbene ci siano carenze nella virtù collettiva, ogni imprenditore italiano dimostra creatività e resilienza. «Se eliminiamo svarioni e cedimenti che sono comuni alla politica per acquisire consenso, rimettiamo in asse la barca e possiamo andare lontano», ha aggiunto.
Spese per la difesa? Sì, ma senza tagli al welfare
Giorgetti ha affrontato anche l’aumento delle spese militari, una questione prioritaria per la Nato e l’UE. Ha sottolineato: «Non è assolutamente immaginabile fare tagli allo stato sociale o alla sanità per aumentare le spese in difesa. Al massimo, si può lavorare su un trattamento diverso sulle spese per la difesa, come fatto dall’Europa». Durante l’Ecofin di oggi a Copenhagen, i ministri dell’Economia dei Paesi UE hanno discusso di come utilizzare i beni russi immobilizzati per aiutare l’Ucraina senza gravare sui bilanci statali europei.
La rottamazione delle cartelle esattoriali chiesta da Salvini
Infine, Giorgetti ha menzionato l’ipotesi di una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, una richiesta avanzata da Matteo Salvini. «A me piacerebbe parlare di pace fiscale, non di rottamazione. Chi non vuole fare questa pace con il fisco – ha detto – deve aspettarsi un po’ di guerra. Io faccio il ministro dell’Economia e delle Finanze e ho una coalizione di partiti che propongono un sacco di cose. Con la presidente Meloni troveremo un equilibrio per accontentare tutti senza scassare il bilancio pubblico».