Meloni punta al voto del 2027 con strategie social aggressive
Roma, 22 dicembre 2025 – Le campagne elettorali non iniziano più con un comizio, ma con una pagina social. Giorgia Meloni e il suo staff stanno già impostando la strategia per il voto del 2027. Accanto alle pagine ufficiali si muovono soprattutto quelle non ufficiali. Il perché è facile da intuire: questi canali hanno una libertà d’azione maggiore rispetto a quelli istituzionali. Si tratta di un vero e proprio arcipelago: la grandezza delle isole è determinata dal seguito. Tra gli account che hanno avuto più successo c’è “Giorgia 2027”, attivo su Facebook (291mila follower), Instagram (392mila) e TikTok (60mila), riporta Attuale.
Ufficialmente non ci sono collegamenti con la casa madre di Fratelli d’Italia. Lo staff che segue la comunicazione del partito ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento. Qualcuno di loro ha sospettato che dietro potesse esserci Gioventù nazionale, ma la linea verde di FdI ha negato qualsiasi forma di paternità. Recentemente, tentativi di contattare i gestori delle pagine non hanno ricevuto risposta.
Lo stile utilizzato da “Giorgia 2027” richiama quello delle pagine ufficiali. Il colore predominante è il blu e le card hanno uno stile molto simile a quelle del partito, ma sono più aggressive: uno degli ultimi post è il classico da social “Meloni asfalta Schlein”. L’avversario nei video viene spesso rappresentato in bianco e nero, mentre la leader è a colori. Un’idea che vuole veicolare un semplice messaggio: l’opposizione è vecchia, mentre Giorgia rappresenta il nuovo.
Su Facebook, la pagina “Giorgia 27”, chiamata così dal luglio 2025, ha cambiato nome quattro volte. Nel 2016 si intitolava “Giorgia Meloni una di noi”. Nel 2021 è diventata “Giorgia Meloni Presidente del Consiglio” e nel maggio 2025 è stata ribattezzata “Giorgia Meloni 2027”. La crescita dei follower è stata esponenziale: attorno a giugno erano appena 100mila e in sei mesi sono triplicati. Gli amministratori sono ufficialmente due e hanno un profilo Facebook aperto in Italia.
Diverso è invece il discorso dei network ufficiali. Gioventù nazionale e Azione studentesca sui social sono la prima linea: aggregano i quadri dirigenziali futuri, i militanti disposti al volantinaggio e alla mobilitazione rapida. Poi ci sono i think tank come Nazione futura, guidata da Francesco Giubilei, che fanno da ponte con il conservatorismo internazionale e, soprattutto, il movimento Maga americano. Le partecipazioni di esponenti di FdI a eventi come la Conservative Political Action Conference e i legami con la Heritage Foundation dimostrano un interscambio sulle migliori strategie comunicative. I follower in questo caso dovrebbero formare l’élite intellettuale del partito, il cui obiettivo principale non è fare numeri, ma fornire argomenti che le varie pagine semplificano poi in card e meme.
Infine, i generali della comunicazione social sono fondamentali. Tommaso Longobardi cura da anni la comunicazione digitale di Giorgia Meloni. Accanto a lui c’è Marina Improta, responsabile dei social di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia. Chiude la triade Alberto Di Benedetto, responsabile dei social di FdI e gestore degli account Facebook, Telegram, Instagram e TikTok “Siete dei poveri comunisti” o “Poveri comunisti”.