Roma, 1 luglio 2025 – Luciano Violante, ex presidente della Camera e figura storica del Pd, ha espresso le sue opinioni riguardo all’intervento del Massimario della Cassazione. “Il Massimario è preposto allo studio delle leggi approvate dal Parlamento e alla loro analisi scientifica – afferma Violante, ex magistrato e sostenitore di un riequilibrio tra politica e magistratura. Questa analisi viene fornita ai magistrati della Cassazione, i quali, piuttosto che consultare un articolo specialistico, potranno riferirsi alla disamina dell’Ufficio del Massimario.», riporta Attuale.
Qual è il significato dell’intervento del Massimario? “È fondamentale comprendere che si tratta di un’analisi scientifica, non vincolante per nessuno. Non essendo redatta da giudici, non anticipa alcun giudizio formale. Pertanto, considerarla un’invasione di campo è errato”, aggiunge Violante.
Il dibattito si infiamma sottilmente, poiché l’analisi del Massimario diventa l’oggetto di tensioni tra politica e giustizia. “È cruciale che la politica mantenga la calma, specialmente in situazioni delicate come questa, per non compromettere la propria autorevolezza”, avverte Violante.
Come si posizionano le opposizioni rispetto a questo tema? “È comprensibile che le opposizioni sfruttino questi argomenti per mettere in discussione il governo. Tuttavia, il governo ha reagito in modo eccessivo, avvertendo critiche smisurate da un’entità che non stava emettendo sentenze. Entrambe le parti devono riflettere su quanto accaduto”, spiega.
Le obiezioni di presunta incostituzionalità non coinvolgono anche la valutazione degli uffici presidenziali? “Non credo. La Corte Costituzionale ha spesso dichiarato incostituzionali leggi firmate dai presidenti della Repubblica nel tempo. È responsabilità della Corte intervenire in merito, non quella del Capo dello Stato”, chiarisce Violante.
La relazione tra magistratura e politica resta tesa, come dimostrato da questo episodio. “In un Paese, è essenziale trovare spazi neutri in cui non ci sia contesa, poiché altrimenti la sicurezza del sistema crolla. Ultimamente, sembra che ci sia una crescente difficoltà nel rispettare le opinioni reciproche, necessarie per la crescita del Paese”, analizza l’ex presidente della Camera.
Soprattutto, è possibile raggiungere un riequilibrio tra politica e magistratura attraverso la separazione delle carriere? “Questa separazione, così com’è stata concepita, rischia di danneggiare gravemente la politica. Sebbene la destra critichi le procure come una casta, sta involontariamente creando una nuova ipercasta di magistrati. Un gruppo così isolato dal resto, con poteri autonomi, si scontrerà inevitabilmente con le autorità politiche”, avverte Violante.
Non ci sono rischi di autolesionismo nell’introduzione di nuovi reati, amplificando così i poteri dei pubblici ministeri? “Assolutamente. Da una parte, si aumenta l’intrusione nella vita dei cittadini e delle istituzioni, dall’altra ci lamentiamo del potere che è stato conferito ai pm dalla stessa politica. Questo è un nodo culturale profondo: c’è l’errata concezione che la pena possa ricostruire l’ordine. In realtà, la pena distrugge”, conclude Violante, aggiungendo che non possiamo nemmeno garantire un sistema penitenziario in condizioni accettabili, come dimostrano le notizie recenti.