Gli atti di coraggio sul treno di Huntingdon dopo l’accoltellamento di massa: chi sono gli eroi

03.11.2025 11:35
Gli atti di coraggio sul treno di Huntingdon dopo l'accoltellamento di massa: chi sono gli eroi

Accoltellamento di massa su un treno britannico: 11 feriti, l’aggressore arrestato

Un grave accoltellamento è avvenuto sabato sera su un treno ad alta velocità diretto a Huntingdon, nel Regno Unito, lasciando undici feriti, di cui quattro attualmente ricoverati in ospedale. Un membro dello staff del treno, che ha cercato di fermare l’aggressore, è in condizioni critiche, ma stabili. Le storie di coraggio dei passeggeri emergono in mezzo a questo evento drammatico, riporta Attuale.

L’aggressore, un uomo britannico di 32 anni, ha iniziato a colpire i passeggeri mentre si muoveva lungo i vagoni. È stato affrontato da un membro dello staff che, mentre cercava di difendersi, è stato gravemente ferito. Le videocamere di sicurezza hanno catturato la scena in cui l’addetto ha tentato di fermare l’attacco lanciando bottiglie e cibo, prima di essere sopraffatto.

Un passaggero anziano ha riportato ferite al volto e al collo dopo aver tentato di proteggere una giovane ragazza. La situazione è stata riportata sotto controllo grazie alla prontezza del macchinista del treno, un veterano della guerra in Iraq, che ha allertato i servizi di emergenza senza fermare immediatamente il convoglio, dirottandolo verso una stazione più sicura mentre le forze di polizia intervenivano.

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha elogiato il coraggio dimostrato dallo staff e dai passeggeri. Le autorità hanno escluso l’ipotesi di un attacco terroristico, rivelando che l’aggressore aveva precedenti di problemi mentali. Durante i quattordici minuti di caos, l’uomo ha urlato: “Il diavolo non vincerà”, prima di scendere dal treno e avvicinarsi ai poliziotti chiedendo di essere ucciso. Ci sono molte domande aperte su come fosse in libertà e come fosse riuscito a ottenere il coltello utilizzato nell’attacco.

La polizia ha rapidamente comunicato l’identità e l’etnia dell’aggressore per prevenire speculazioni infondate sui social media, in particolare dopo incidenti di disordini razziali avvenuti in seguito ad eventi simili nel passato. Le autorità si trovano ora a dover affrontare il dibattito sulla sicurezza pubblica e le risposte appropriate in situazioni di crisi.

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