“Gli Emirati e l’Iran: il presidente Al Nayan avverte sulla resilienza del paese”

08.03.2026 23:35
"Gli Emirati e l'Iran: il presidente Al Nayan avverte sulla resilienza del paese"

Gli Emirati Arabi cercano di evitare la guerra con l’Iran dopo gli attacchi

Gli Emirati Arabi Uniti stanno cercando di prevenire un conflitto diretto con l’Iran, mentre il presidente Mohammed bin Zayed al Nayan valuta la possibilità di congelare i fondi iraniani nelle banche nazionali. Nel contempo, Al Nayan ha lanciato un avvertimento chiaro verso il regime degli ayatollah, dichiarando: «Gli Emirati sono un modello e sono bellissimi, ma non fatevi ingannare dalle apparenze: abbiamo la pelle dura e una carne aspra», riporta Attuale.

Questa rappresenta la prima risposta ufficiale agli attacchi iraniani. Dall’inizio del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, l’Iran ha lanciato circa 1.400 ordigni, tra droni e missili, sulle due principali città degli Emirati, Dubai e Abu Dhabi, superando il numero di attacchi diretti contro Israele.

Per alcuni giorni, il governo degli Emirati e quello del Qatar sono stati colti di sorpresa dalla rapidità e dalla portata dell’emergenza. Non ci sono stati avvertimenti da parte di Washington o Tel Aviv riguardo a un possibile attacco imminente all’Iran. Fino a venerdì scorso, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al Busaidi, aveva rassicurato i vicini nella regione, affermando che esisteva ancora spazio per negoziati nucleari con Teheran.

Un’ulteriore sorpresa è stata l’intensità della reazione di Teheran, che ha colpito con forza le monarchie sunnite. In pochi giorni, il delicato «modello» politico-diplomatico, frutto di dodici anni di operazioni meticolose, è stato messo in crisi dai missili e dai droni iraniani.

Al Nahyan, a differenza di altri leader del Golfo come il principe saudita Mohammed bin Salman e lo sceicco del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, ha saputo costruire una rete complessa di relazioni economiche e politiche. Negli ultimi anni, gli Emirati hanno siglato accordi industriali con l’Italia per un valore di 40 miliardi di dollari.

Questi leader hanno scelto di abbandonare la tradizionale dipendenza dai proventi del petrolio e del gas, sviluppando una politica di «neutralità» attiva, cercando dialogo con tutti e avviando uffici dedicati alla mediazione tra i conflitti internazionali, dall’Ucraina al confronto con l’Iran. Al Nahyan era riuscito a raggiungere un equilibrio delicato, firmando gli Accordi di Abramo il 15 settembre 2020, sponsorizzati da Donald Trump, per la normalizzazione dei rapporti con Israele.

Contemporaneamente, ha cercato di ripristinare le relazioni con Teheran, culminate nella riapertura reciproca delle ambasciate. Dal primo gennaio 2024, gli Emirati fanno parte dei Brics, il gruppo che comprende anche Russia, Cina, Brasile, India e Iran.

Ad Abu Dhabi e Dubai, una significativa comunità di iraniani ha contribuito alla crescita degli scambi commerciali, ma ora la situazione è tornata incerta a causa dei continui attacchi. «Lo sceicco falconiere» ora contempla contromisure efficaci.

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