Riduzione dei dazi USA sulla pasta italiana: un passo importante per l’industria
Il ministero degli Esteri italiano ha annunciato che il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha effettuato una «prima riduzione» dei dazi sui produttori di pasta italiani a seguito di un’indagine antidumping, modalità di repressione del dumping. Inizialmente, il 1° gennaio 2026 sarebbero dovuti scattare dazi del 91,74% contro la maggior parte dei produttori di pasta, riporta Attuale.
Secondo il ministero, le nuove aliquote sono state diminuite, variando a seconda dei produttori: il dazio per La Molisana è stato fissato al 2,26%, per Garofalo al 13,98% e al 9,09% per altri undici produttori coinvolti nell’indagine statunitense. Si attende néanmoins che le autorità statunitensi confermino ufficialmente questi aggiornamenti. A questi dazi specifici si aggiunge il 15% applicato su tutte le importazioni europee, inclusa l’Italia.
È importante sottolineare che i dazi attualmente in vigore sono temporanei e il loro ammontare finale sarà determinato al termine dell’indagine, prevista per l’11 marzo. All’esito di questa verifica, i dazi potrebbero essere confermati, modificati o annullati.
La procedura contro i produttori italiani era stata avviata su richiesta di alcuni produttori statunitensi, il cui allerta ha portato all’apertura dell’indagine. Il dumping rappresenta una pratica commerciale scorretta in cui i produttori vendono la merce a prezzi inferiori ai costi di produzione, mirando a schiantare la concorrenza. Gli stati, per contrastare il dumping, generalmente impongono “dazi antidumping”, una tassa che ha l’intento di riportare i prezzi di vendita a livelli più equi.
Le esportazioni di pasta italiana verso gli Stati Uniti raggiungono un valore di circa 800 milioni di euro, mentre il totale delle vendite dell’Italia all’estero supera i quattro miliardi di euro nel settore della pasta.
Ma dai, finalmente una buona notizia! La pasta italiana è un simbolo della nostra cultura, e limitare i dazi è fondamentale per proteggere i nostri produttori. Speriamo che tutto si confermi e che gli americani possano continuare ad apprezzare i nostri piatti. Anche il valore delle esportazioni è enorme, pensare che arriviamo a 800 milioni… Che impatto!