Gran Bretagna, il governo Starmer avvia la fase due con un nuovo team economico

02.09.2025 14:15
Gran Bretagna, il governo Starmer avvia la fase due con un nuovo team economico

Riorganizzazione del governo britannico: Starmer crea una «cellula operativa» a Downing Street

Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato una ristrutturazione del governo al termine della pausa estiva, creando una potente «cellula operativa» a Downing Street con l’obiettivo di supervisione economica. Questo intervento solleva interrogativi sulla reale autorità della Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, il cui ruolo sembra ora indebolito, riporta Attuale.

I mercati hanno reagito negativamente alla notizia: i rendimenti dei titoli di Stato britannici hanno raggiunto i livelli più elevati in quasi trent’anni, ed il divario con gli altri Paesi del G7 continua ad ampliarsi. Mentre la Francia è etichettata come il «malato d’Europa», il Regno Unito non si trova in condizioni migliori: il debito pubblico si avvicina al 100% del PIL e il Tesoro deve affrontare un deficit di bilancio di 50 miliardi di sterline. Con una crescita economica stagnante, l’opzione di aumentare le tasse sembra essere l’unica via intrapresa dal governo, provocando un’ulteriore repressione della crescita stessa. Le preoccupazioni sul futuro economico del paese hanno portato a rafforzare i dubbi sui mercati finanziari, evocando il fantasma degli anni Settanta e l’eventualità di un salvataggio da parte del Fondo Monetario Internazionale.

Starmer, nel tentativo di stabilizzare un governo in difficoltà, ha nominato Darren Jones, attuale vice di Reeves, come nuovo Capo Segretario del premier per le questioni economiche. Ad affiancarlo, la baronessa Minouche Shafik, ex vice governatrice della Banca d’Inghilterra, che assume il ruolo di capo consigliera economica. Questo «dream team» avrà un accesso diretto al premier, centralizzando ulteriormente le decisioni economiche.

Il premier è stato criticato per la sua apparente disinteresse verso aspetti economici fondamentali, delegando gran parte del potere a Reeves, il cui operato ha portato a numerosi errori e retromarce, minando sia la sua autorità che quella dell’intero governo. Le misure iniziali come l’abolizione dei sussidi per il riscaldamento dei pensionati e le riforme del welfare non hanno dato i risultati sperati, culminando in episodi imbarazzanti come le lacrime di Reeves in Parlamento a luglio, un momento che ha avuto un impatto negativo sulla sterlina.

La ristrutturazione del governo è stata presentata come l’avvio della «fase due», con Starmer che sottolinea la necessità di passare dai progetti alla realizzazione concreta. Ha dichiarato: «Realizzare, realizzare, realizzare», manifestando il desiderio di rendere Downing Street più efficace per affrontare le sfide correnti. Ha anche riconosciuto la frustrazione e la rabbia degli elettori.

Tuttavia, la tempestività di tali misure è dubbia, dato che il partito laburista ha sostanzialmente perso il primo anno di governo. Attualmente, il consenso del partito è attestato a un misero 20%, mentre la destra populista di Nigel Farage raggiunge circa il 35%, molto vicino alla somma di laburisti e conservatori. In un’estate favorevole per Farage, le sue campagne contro l’immigrazione sono riuscite a conquistare il consenso dell’opinione pubblica.

La tensione sociale è palpabile, esacerbata da proteste contro gli hotel che accolgono migranti, e da un crescente nazionalismo rappresentato da bandiere inglesi esposte in segno di risveglio patriottico. Questa situazione di instabilità rende la ristrutturazione di Starmer paragonabile a un riassetto delle sdraio sulla tolda del Titanic.

1 Comment

  1. Ma davvero? In Gran Bretagna stanno passando da una crisi all’altra! La ristrutturazione del governo di Starmer sembra più un tentativo disperato di navigare in acque tempestose. Qui in Italia ci ricordiamo bene di quando i politicolori ci promettevano “il cambiamento”. Temo che la storia si ripeta.

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