Green accantonato, von der Leyen al lavoro. Schlein: “I nostri voti non sono scontati”

26.06.2025 06:07
Green accantonato, von der Leyen al lavoro. Schlein: "I nostri voti non sono scontati"

La crisi del Green Deal europeo: contraddizioni e sfide politiche

Il delicato equilibrio che ha reso possibile il patto tra popolari, socialisti e liberali, il quale ha restituito ad Ursula von der Leyen le chiavi dell’Unione Europea per la seconda volta, sta mostrando segni di cedimento, minato dalle contraddizioni relative alle politiche green. Accusata di modificare le regole attraverso interpretazioni parziali e di accentrarsi al potere cedendo a spinte di destra, la presidente della Commissione europea si trova al centro di una tempesta istituzionale che potrebbe mettere in discussione la sua maggioranza. “I nostri voti non sono garantiti e i nostri voti contano”, ha dichiarato Elly Schlein, segretaria del Pd, durante un evento a Bruxelles, sottolineando la crescente insoddisfazione all’interno della coalizione. Questa affermazione ha rafforzato la lettera firmata dai capigruppo dei socialisti e dei liberali, chiedendo a Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, di intervenire dopo l’ennesimo passo indietro riguardo al Green deal annunciato nel 2019, che era stato descritto dalla leader tedesca come un evento epocale.

Recentemente, l’annuncio inatteso proveniente da Palazzo Berlaymont, relativo al ritiro della direttiva contro il greenwashing – sotto pressione dai popolari stessi – ha riacceso le tensioni preesistenti. Questa decisione, non ancora ufficializzata, è giunta nelle mani degli ambasciatori dei Ventisette a Bruxelles, segnando l’apertura di un fronte tra i vari governi. Le critiche mosse dai progressisti si concentrano sulla creazione di una nuova alleanza tra il Ppe e i Conservatori Ue di Giorgia Meloni, vista come una deviazione rispetto agli obiettivi originali del Green Deal.

Questa situazione complessa suggerisce che il progetto di transizione green stia attraversando una fase criticamente vulnerabile. Molti membri della coalizione temono che la regia unitaria sia stata compromessa dal riemergere delle pressioni da parte di forze politiche orientate verso una visione più conservatrice della sostenibilità. La mancanza di un piano chiaro e coeso potrebbe avere ripercussioni sul futuro delle politiche ambientali nell’Unione Europea e sulla capacità di fornire risposte efficaci alle sfide climatiche che ci attendono.

Molti analisti avvertono che, se non si troverà un’intesa forte che comprenda tutte le anime della coalizione, il rischio di una frattura potrebbe diventare concreto, rendendo precario non soltanto il futuro di von der Leyen, ma l’intero quadro politico europeo. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere come si evolverà questa situazione e quali scelte verranno adottate in merito al Green Deal, segnalando un possibile cambio di rotta fondamentale per l’Europa. Futuro delle politiche green e alleanze politiche europee si intrecciano in una vicenda che continua a svilupparsi, con ripercussioni che si faranno sentire a lungo termine.

In sintesi, la crisi del Green Deal non rappresenta solo uno scontro tra diverse posizioni politiche, ma una sfida cruciale con implicazioni profonde per l’Unione Europea e il suo ruolo nel combattimento ai cambiamenti climatici. La pressione per rispondere in modo adeguato ai crescenti problemi ambientali potrebbe forzare una riconsiderazione delle priorità attuali e la necessità di trovare un arrocco strategico capace di ricompattare i vari attori in gioco. La discussione è aperta, riporta Attuale.

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