Greta Thunberg espulsa da Israele: 171 attivisti allontanati, il focus rimane su Gaza
Lunedì sera, la famosa attivista svedese Greta Thunberg è giunta all’aeroporto di Atene dopo essere stata espulsa da Israele, insieme ad altri attivisti, durante l’abbordaggio delle barche della Global Sumud Flotilla. In totale, 171 persone di diverse nazionalità sono state rimpatriate verso la Grecia e la Slovacchia, inclusi gli ultimi 15 cittadini italiani rimasti, riporta Attuale.
In un discorso tenuto all’aeroporto, Thunberg ha citato i “maltrattamenti e abusi” subiti durante la detenzione, un tema ampiamente riportato negli ultimi giorni dalla stampa, ma ha sottolineato che “non è questo il punto” su cui concentrarsi. Ha esortato invece a mantenere alta l’attenzione sulla situazione a Gaza e ha criticato l’inerzia dei governi occidentali di fronte alle continue violazioni del diritto internazionale da parte di Israele.
Fra mercoledì e giovedì, mentre la Flotilla veniva bloccata in acque internazionali, l’esercito israeliano ha emesso un “ultimo avvertimento” ai civili di Gaza, ordinando loro di evacuare verso sud. Ad agosto, Israele aveva autorizzato un piano per occupare la città di Gaza e, a metà settembre, aveva avviato una vasta operazione di terra. Secondo le stime, circa 900mila persone hanno già lasciato la città, che conta un milione di abitanti.
L’esodo forzato dei civili ha ulteriormente aggravato una già grave crisi umanitaria nei campi per sfollati nel centro e nel sud della Striscia. Israele controlla tutti i confini della Striscia e limita l’ingresso di cibo e beni essenziali. L’ONU ha avvertito di una carestia in corso nel nord, con rischi di estensione anche al centro e al sud. Negli ultimi giorni, i bombardamenti israeliani hanno continuato a colpire diverse aree della Striscia, causando centinaia di morti, per lo più tra i civili.