Greta Thunberg racconta le brutalità subite in una prigione israeliana
Greta Thunberg, la giovane attivista svedese, ha deciso di rivelare le esperienze traumatiche vissute durante i cinque giorni di detenzione in una prigione israeliana, evidenziando il trattamento riservato agli attivisti. In un’intervista esclusiva a un giornale svedese, Thunberg ha affermato: «Se Israele si permette di trattare così una persona conosciuta, bianca, con passaporto svedese mentre il mondo intero ha gli occhi puntati su di lui, immaginiamoci cosa può fare ai palestinesi rinchiusi nelle celle», riporta Attuale.
Nella sua testimonianza, la Thunberg racconta gli eventi drammatici che si sono verificati al suo arrivo nel porto di Ashdod, dove gli attivisti sono stati costretti a inginocchiarsi in un clima di estremo controllo. «Ho visto forse 50 persone sedute in fila, in ginocchio, ammanettate e con la fronte a terra», ha dichiarato l’attivista, sottolineando le violenze subite. «Mi hanno picchiato e preso a calci», ha aggiunto, raccontando di essere stata derisa dai funzionari israeliani che cantavano insulti in svedese.
Durante la detenzione, la Thunberg è stata trasferita in celle affollate e ha subito condizioni inumane, tra cui la mancanza d’acqua. La giovane ha descritto il caldo insopportabile e le privazioni cui erano sottoposti gli attivisti, che hanno implorato gli agenti di ricevere acqua. «Le guardie camminavano davanti alle sbarre ridendo, mentre noi eravamo disidratati», ha riferito.
Thunberg ha anche menzionato un episodio in cui è stata rinchiusa in una cella di isolamento, dove ha combattuto contro la stanchezza e la disperazione. Nonostante le loro denunce riguardo ai diritti umani, gli incontri con i funzionari dell’ambasciata svedese si sono rivelati deludenti. «Abbiamo dato loro le nostre informazioni e chiesto di rendere pubbliche le nostre sofferenze, ma non hanno fatto nulla», ha criticato.
In risposta alle accuse, la Ministra degli Esteri svedese, Maria Malmer Stenergard, ha affermato via email che i cittadini svedesi hanno esposto se stessi a un rischio enorme. Ha sostenuto che il tentativo della Global Sumud Flotilla di portare aiuto a Gaza ha avuto lo stesso esito dell’ultima volta: senza risultati. La tensione cresce, con l’attivismo di Thunberg sempre più collegato alla causa palestinese, riflettendo un crescente impegno per i diritti umani, in un contesto internazionale carico di polemiche.