Il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, critica la strategia del governo Meloni sull’escalation in Iran, affermando che è necessario un coordinamento immediato con l’Unione Europea per prevenire che i benefici del tycoon a Mosca sostengano la guerra in Ucraina, riporta Attuale.
Con il Golfo in fiamme e il prezzo del greggio che cresce vertiginosamente, l’Italia si trova in una posizione di vulnerabilità. Guerini, ex ministro della Difesa, avverte che il governo deve smettere di guardare ai Stati Uniti con “accondiscendenza” e riallinearsi con le politiche europee.
Il “favore” di Trump al Cremlino
Il punto cruciale, secondo Guerini, è l’interconnessione tra la crisi iraniana e il conflitto ucraino. La decisione di sospendere le sanzioni per gli acquisti di petrolio russo da parte di Donald Trump è considerata da Guerini una «scelta assai discutibile». “Questa misura fornisce a Mosca nuove risorse per intensificare il suo impegno in Ucraina,” ha affermato, sottolineando come la sospensione delle sanzioni favorisca un incremento delle entrate per il Cremlino.
Addio all’attendismo: «Schierarsi con l’Europa»
Guerini boccia la linea diplomatica di Palazzo Chigi, che ha mantenuto una posizione di non condanna delle operazioni militari americane. Secondo lui, «la posizione di attendismo non è più sostenibile» e l’Italia deve immediatamente allinearsi agli altri partner europei, seguendo le indicazioni del Consiglio superiore di Difesa: niente partecipazione alla guerra e valutazione seria dei rischi di escalation. In merito alla sicurezza interna, ha evidenziato che il rischio terrorismo è costantemente monitorato.
Il ritiro da Erbil e la difesa degli interessi nazionali
Riguardo alla decisione di ritirare i militari italiani dal Nord dell’Iraq, Guerini riconosce l’autorità del governo in materia di sicurezza, ma avverte che l’Italia deve mantenere una presenza nella regione per garantire l’afflusso di gas e petrolio, sottolineando le drammatiche conseguenze per la logistica nazionale in caso di interruzione.
Il dialogo con Meloni e il nodo opposizioni
Infine, Guerini parla delle dinamiche politiche interne. Sebbene Giuseppe Conte abbia rifiutato l’invito al tavolo di consultazione della Premier, Guerini sostiene la decisione di Elly Schlein di partecipare al dialogo: “È un segno di maturità politica”. Tuttavia, avverte che, mentre il centrosinistra è unito su questioni relative all’Iran, l’Ucraina rimane una divisione fondamentale nell’alleanza, con Guerini che afferma: “Arrivare a un negoziato non deve tradursi in una resa a Putin.”