La sfida di Trump nella guerra alla droga: un approccio rischioso
Nella rinnovata «guerra alla droga» lanciata dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump nei confronti dei paesi sudamericani, dal Messico al Venezuela, vi è un elemento cruciale che manca: la legge della domanda e dell’offerta, che regola qualsiasi mercato. Quasi 49 milioni di americani di età superiore ai 12 anni hanno riportato un disturbo da uso di sostanze nell’ultimo anno, con 87.000 decessi per overdose nel 2024, di cui un numero significativo dovuto al fentanyl, un oppioide sintetico. Il fentanyl è ora la principale causa di morte per gli americani di età compresa tra 18 e 49 anni, superando fatalmente incidenti stradali, violenza armata e suicidi, riporta Attuale.
Negli Stati Uniti, prima della presidenza Trump, la dipendenza veniva spesso punita piuttosto che trattata. Nel 2023 sono stati effettuati 870.874 arresti per reati legati alla droga, il 90% dei quali per possesso. Secondo l’Addiction Prevention Coalition, «la guerra alla droga si è concentrata principalmente sulla punizione e sulle forze dell’ordine, piuttosto che sulla risoluzione dei fattori sottostanti che alimentano la tossicodipendenza», come la povertà e i problemi di salute mentale.
La dichiarazione della «guerra internazionale alla droga» da parte di Richard Nixon nel 1971 ha segnato l’inizio di una lunga battaglia. Successivamente, Ronald Reagan ha intensificato l’uso delle forze armate per combattere il narcotraffico, ma l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha recentemente affermato che «decenni di strategie punitive non sono riusciti a fermare la produzione e il consumo di sostanze». La strategia di Trump si distingue per le minacce commerciali utilizzate come leva nei rapporti con altri paesi, come dimostrano i dazi del 50% imposti al Canada.
In parallelo alle pressioni sui narcotrafficanti, vi sono operazioni militari statunitensi lungo le coste del Venezuela, mirate non solo al contrasto della droga, ma anche a un possibile cambio di regime a Caracas. Gli esperti avvertono che confondere la criminalità organizzata con il terrorismo è una drammatica escalation che può destabilizzare ulteriormente l’America Latina.
A marzo 2025, Trump ha annunciato la cancellazione di circa 11,4 miliardi di dollari per programmi dedicati alla dipendenza e sta esigendo dal Congresso ulteriori tagli, cercando di far adottare leggi che obbligherebbero gli stati americani a riabilitare forzatamente i tossicodipendenti. Attualmente, 34 stati hanno già approvato tali misure.
Si prevede quindi che la guerra alla droga assuma nuovi fronti e adattamenti, mentre i governanti della regione si trovano a fronteggiare le esperienze ambigue di tali interventi statunitensi, desiderando però evitare di legittimare azioni unilaterali nella ricerca di soluzioni a lungo termine.