Attacco di un sottomarino statunitense al largo dello Sri Lanka: 87 marinai uccisi
Un sottomarino della Marina degli Stati Uniti ha affondato una nave iraniana al largo dello Sri Lanka, causando la morte di almeno 87 marinai. L’equipaggio contava 180 membri e le ricerche per recuperare i dispersi continuano, con 30 persone già salvate. Questo attacco segna un’importante escalation nel conflitto in corso, che ha visto le forze statunitensi intensificare le operazioni nel sud dell’Iran, dove sono stati concentrati i lanciatori missilistici diretti contro le basi americane, riporta Attuale.
Nel frattempo, le forze aeree israeliane hanno condotto raid sopra Teheran, colpendo obiettivi legati all’apparato repressivo del regime, in una risposta a nuove minacce. Per la prima volta dal 1985, un pilota dell’aviazione di Tsahal ha avuto un ingaggio diretto, abbattendo un aereo nemico.
Pete Hegseth, leader del Pentagono, ha dichiarato che le forze statunitensi stanno «vincendo in modo devastante» e ha confermato l’eliminazione di un individuo accusato di cospirare per assassinate Donald Trump. Nonostante i successi iniziali, l’escalation del conflitto potrebbe protrarsi fino a otto settimane, anche se il dominio aereo è considerato imminente.
Le comunicazioni tra il governo iraniano e le forze sul campo sembrano interrotte, con ordini di attaccare impartiti per estendere il conflitto. I portavoce dell’IDF hanno avvertito la popolazione del sud del Libano di evacuare le aree lungo il fiume Litani, mentre gli scontri iniziano a intensificarsi con i gruppi paramilitari armati da Teheran.
In questo contesto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che le unità di droni stanno predisponendo operazioni per proteggere gli Emirati Arabi Uniti, mentre il Dipartimento di Stato statunitense fatica a rimpatriare i cittadini americani coinvolti nel conflitto. La situazione continua ad evolversi con un bilancio di oltre 900 iraniani morti dall’inizio delle ostilità.