Bologna, 20 gennaio 2025 – Ripetuti tentativi di carpire le domande degli esami del semestre aperto di Medicina nei giorni precedenti alle prove. Diffusione di fake news e allarmismo da parte di alcuni studi legali in merito agli stessi esami e alla loro regolarità. Questi sono i due filoni su cui si articola la denuncia presentata nei giorni scorsi alla Procura e alla polizia postale di Bologna dal Cineca, il consorzio interuniversitario che ha gestito per conto del Miur gli ormai famosi test che tante polemiche hanno suscitato nelle settimane scorse. Dopo la segnalazione del Cineca, la Procura ha aperto un fascicolo e incaricato la postale di eseguire le indagini con cui si cercherà di individuare gli autori degli eventuali reati, riporta Attuale.
A cosa serviva il test al termine del semestre filtro
Come noto, al termine del cosiddetto semestre filtro di Medicina sono stati organizzati a livello nazionale i tre esami obbligatori di Chimica, Fisica e Biologia, con due appelli che si sono tenuti il 20 novembre e 10 dicembre, per stabilire gli studenti idonei ad accedere al secondo semestre. La gestione di quelle prove, per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca guidato da Anna Maria Bernini, è stata appunto assicurata dal Cineca, il centro del supercalcolo con sede a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, che ha curato la parte tecnica, informatica e logistica dell’intero processo.
Come hanno tentato di carpire le domande d’esame
Qualche giorno prima del secondo appello, quello del 10 dicembre, alcuni tentativi sono stati fatti per ottenere dai tecnici del Cineca le domande degli esami. Attraverso una truffa telematica, gli autori si sono finti persone fidate per ingannare le vittime e carpire informazioni sensibili. Dal 7 al 9 dicembre, i cybercriminali hanno inviato una serie di email da account che imitavano quelli del Cineca, richiedendo al personale coinvolto nella preparazione delle prove una copia delle domande d’esame del secondo appello di Fisica.
In sostanza, veniva chiesto ai tecnici del consorzio interuniversitario di inviare le domande a altri uffici dello stesso Cineca. Un tranello ben architettato e ben eseguito dal punto di vista tecnico, che avrebbe potuto trarre in inganno i destinatari delle email. Inoltre, il 9 dicembre, da un altro account, all’apparenza riconducibile a una dirigente del Miur, sono arrivate ulteriori email a un dipendente del Cineca che chiedeva sempre la stessa cosa.
Perché la tecnica non ha funzionato
I tecnici, tuttavia, non hanno abboccato. Hanno avvisato i vertici del Cineca e segnalato tutto alla polizia postale. Seguendo le indicazioni della polizia, hanno risposto alle email dei truffatori fingendo di inviare i dati, ma allegando anche link utili a identificarli. La falsa dirigente del Miur ha poi risposto chiedendo ulteriori delucidazioni.
L’ultimo capitolo, sempre del 9 dicembre, è stato l’invio massivo di nuove email da un finto account del Cineca ad altro personale del consorzio. Le indagini sono ora in corso per risalire ai cybercriminali, che evidentemente non hanno mai ottenuto le risposte cercate.
La seconda inchiesta: le fake news degli avvocati
Il secondo filone di indagine riguarda la segnalazione su alcuni studi legali che avrebbero diffuso fake news e notizie allarmanti sulla regolarità delle prove. Alcuni avvocati avrebbero infatti pubblicato screenshot con domande il 9 dicembre, il giorno prima degli esami, non corrispondenti a quelle ufficiali. Questo è stato fatto per dimostrare che i test erano irregolari e per innalzare ricorsi, con tanto di listino prezzi pubblicato. Anche su questo la Procura dovrà chiarire la situazione.