Divisioni interne in Hamas: la sfida delle nuove generazioni
Hamas, attualmente, si presenta come un’organizzazione fratturata, con diversi gruppi al suo interno in conflitto tra loro. Mentre la leadership tradizionale cerca di trattare, una nuova generazione di militanti, cresciuta nel contesto del conflitto, si oppone a compromessi significativi, creando una divisione con le fazioni più consolidate, riporta Attuale.
Secondo recenti analisi pubblicate dal Wall Street Journal, questa nuova schiera di militanti opposti a concessioni ha guadagnato forza grazie alla debolezza dell’attuale gerarchia di Hamas. La dirigenza di Hamas, compresa quella militare guidata da Izzedine al Haddad, si trova in una situazione precaria, con la struttura interna delle Brigate Ezzedine al Kassam devastata dall’offensiva israeliana, che ha comportato la perdita di migliaia di guerriglieri.
Il conflitto attuale ha portato alla distruzione di numerose unità militari, mentre al Haddad è responsabile del comando strategico ma deve affrontare le sfide delle sue divisioni interne, con diversi nuclei che operano in modo indipendente e potrebbero detenere ostaggi. Le recenti perdite umane, inclusi membri della famiglia dei militanti, hanno intensificato il senso di urgenza per continuare la lotta armata, vista come l’unica opzione per il futuro.
La posizione dei giovani militanti è ulteriormente complicata dalla pressione della comunità internazionale e dalla proposta di un piano degli Stati Uniti, attualmente sospeso, che potrebbe richiedere concessioni inaccettabili per chi è legato all’ideologia della resistenza. Se le condizioni del piano fossero attuate, sarebbe percepita come una resa totale, una situazione che alimenta il fervore tra coloro che si oppongono a qualsiasi dialogo.
Impatto economico e rilevanza geopolitica
Oltre alle questioni ideologiche, i diritti economici giocano un ruolo cruciale nelle decisioni dei palestinesi a Gaza. Hamas ha affrontato gravi problemi finanziari, costringendo l’organizzazione a ridurre i salari e a rivedere le proprie strategie di approvvigionamento. Nonostante un tempo avesse accesso a fondi consistenti dal Qatar, la situazione attuale ha reso il flusso di denaro molto più complicato.
Le recenti dichiarazioni dei dirigenti in esilio, che sostengono un sì condizionato a eventuali trattative, evidenziano le difficoltà nei contatti con Gaza e i problemi inerenti al recupero degli ostaggi deceduti. La mancanza di comunicazione chiara e l’incertezza su figure chiave di Hamas, come Khaled Meshal e Khalil al Hayya, continuano a complicare la già fragile dinamica interna.
Conflitto e politicizzazione
Le tensioni interne a Hamas non sono nuove; in passato, tensioni simili hanno influenzato le risposte dell’organizzazione e ritardato azioni significative. La varietà di posizioni e le strategie divergenti sono aggravate dalle condizioni di conflitto e dalle pressioni esterne, creando un terreno fertile per l’instabilità interna. Oggi, i clan locali e i gruppi armati sostenuti dall’IDF devono affrontare la situazione tesa sul campo, come dimostrato da recenti scontri nel sud di Gaza.
Questi eventi rivelano una realtà complessa, nella quale diversi attori esercitano la propria influenza, rendendo difficile qualsiasi previsione su come si possa evolvere la situazione in un contesto così volatile.