Hamas respinge il disarmo, dichiara la sua posizione sulla Palestina
A inizio agosto, Hamas ha ribadito che non accetterà la richiesta di disarmo finché non verrà istituito uno Stato palestinese sovrano. Questa dichiarazione è una risposta al governo di Benjamin Netanyahu, che considera il disarmo dell’organizzazione terroristica come una delle condizioni fondamentali per fermare il conflitto. Dopo l’ondata di riconoscimenti della Palestina alle Nazioni Unite, Hamas ha accolto con favore la notizia, ma ha sottolineato che «deve essere accompagnata da misure pratiche» per porre fine al conflitto a Gaza e per impedire a Israele di annettere la Cisgiordania, riporta Attuale.
Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, ha dichiarato che il riconoscimento della Palestina potrebbe favorire una coesistenza pacifica con Israele. Ha invitato Hamas a consegnare le armi, condannando le azioni della milizia sul campo, compresi gli attacchi contro i civili del 7 ottobre 2023.
Tuttavia, i leader palestinesi evidenziano che il riconoscimento di uno Stato porta con sé dilemmi significativi, data la divisione attuale tra le fazioni. I paesi che hanno espresso sostegno al riconoscimento hanno legato questa decisione alla condizione che i miliziani non facciano parte del futuro governo. Dall’anno 2007, a seguito di conflitti interni tra Hamas e Fatah, i palestinesi sono governati da due entità rivali: Hamas a Gaza e l’Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania.
È importante sottolineare che, nonostante le recenti dichiarazioni favorevoli, in passato i miliziani di Hamas hanno rigettato gli Accordi di Oslo, compromettendo qualsiasi forma di soluzione a due stati. I loro leader non condividono l’idea di uno Stato riconosciuto dalla comunità internazionale, poiché ciò implica la convivenza con Israele. La visione di Hamas per la Palestina si estende «dal fiume al mare», escludendo i suoi vicini nemici.
Ofer Bronchtein, ex consigliere del primo ministro israeliano Yitzhak Rabin, ha dichiarato che la comunicazione dell’attuale governo mira a diffondere l’idea errata che il riconoscimento di uno Stato palestinese stimolerà l’antisemitismo e sarà una ricompensa per Hamas. Secondo Bronchtein, «Hamas non vuole uno Stato palestinese; vuole costruire un califfato». La realizzazione di uno Stato palestinese potrebbe avvenire solo con un governo distinto da Hamas, una consapevolezza che la milizia sembra riconoscere, esprimendo disponibilità a cedere il potere a un’amministrazione indipendente di tecnocrati.
Ma dai, è incredibile come la situazione non faccia che peggiorare… Sembra che nessuno stia ascoltando il grido di pace. I dividendi politici stanno permeando ogni aspetto della vita, e i palestinesi sono quelli che pagano il prezzo più alto. Avviene tutto in mezzo a un conflitto che dura da decenni, come possiamo sperare in una soluzione con fazioni così divise?