Israele recupera i corpi di due ostaggi uccisi durante la prigionia con Hamas
Mercoledì sera, l’esercito israeliano ha comunicato di aver recuperato, tramite la Croce Rossa, i corpi di altri due ostaggi deceduti mentre erano prigionieri di Hamas nella Striscia di Gaza. Secondo gli accordi per il cessate il fuoco, Hamas aveva tre giorni a partire da lunedì per restituire i corpi di 28 ostaggi uccisi, ma fino ad ora ne aveva riconsegnati solo otto, quattro lunedì e quattro martedì. Di questi, uno non corrisponde a nessuna delle persone rapite il 7 ottobre 2023 durante gli attacchi in Israele e sembrerebbe appartenere a un palestinese, riporta Attuale.
A causa del ritardo nella restituzione dei corpi, Israele ha accusato Hamas di aver violato gli accordi sul cessate il fuoco, chiudendo temporaneamente il varco di Rafah al confine con l’Egitto e riducendo da 600 a 300 al giorno il numero di camion umanitari autorizzati a entrare nella Striscia.
Poco prima della consegna, Hamas ha dichiarato che il recupero dei corpi rimanenti è complesso e richiederà attrezzature speciali, sottolineando l’intenzione di rispettare l’accordo di cessate il fuoco. Alcuni corpi potrebbero trovarsi sotto le macerie causate dai bombardamenti israeliani degli ultimi due anni, mentre altri sono nelle mani di diversi gruppi armati presenti nella Striscia.
Incredibile che in una situazione così tragica, ci siano ancora ritardi e difficoltà nel recupero dei corpi. Sembra che il rispetto degli accordi che dovrebbero portare a un po’ di umanità sia solo un’illusione. Ma cosa aspettarsi da chi è nel bel mezzo di un conflitto?