Hezbollah segna il primo anniversario della morte di Hassan Nasrallah nella debolezza militare
La scorsa settimana, il gruppo militante libanese Hezbollah ha commemorato il primo anniversario della morte del suo leader storico, Hassan Nasrallah, ucciso il 27 settembre 2024 da un bombardamento israeliano. Durante le celebrazioni, è stata trasmessa una dichiarazione del nuovo leader Naïm Qassem, con toni bellicosi, miranti a mostrare la forza e la capacità di riorganizzazione dell’organizzazione, ancora sotto pressione da attacchi israeliani e richieste di disarmo, riporta Attuale.
Un anno fa, gli scontri tra Hezbollah e Israele avevano raggiunto una intensità senza precedenti, con l’intelligence israeliana in grado di distruggere migliaia di cercapersone utilizzati dai miliziani, provocando la morte di Nasrallah e dei suoi più stretti collaboratori, inclusa la figura di Hashem Safieddine.
In un periodo di grande caos, Naïm Qassem è stato nominato nuovo capo, mantenendo un basso profilo pubblico e risultando meno carismatico rispetto ai suoi predecessori. Durante il suo discorso, ha sottolineato che Hezbollah non è stato sconfitto e ha escluso l’idea di disarmarsi, ribadendo la lotta contro Israele come sua priorità.
Attualmente, Hezbollah non appare in grado di ripristinare una minaccia sostanziale per Israele. Le sue capacità militari sono state seriamente compromesse da mesi di bombardamenti, conclusisi con il cessate il fuoco del 27 novembre 2024. I miliziani si trovano ora limitati nei loro movimenti in Libano a causa della minaccia dei droni israeliani e sono stati oggetto di attacchi militari.
Le linee di rifornimento di armi per Hezbollah, tradizionalmente provenienti dalla Siria, sono state interrotte con il cambiamento del regime in quel paese, che ora è ostile all’organizzazione. Hezbollah, fondato nel 1982 e storicamente sostenuto dall’Iran, si trova oggi in una posizione di vulnerabilità, con Teheran che ha adottato una postura più cauta in seguito alle recenti sanzioni e alla crisi economica interna.
Nonostante ciò, Hezbollah mantiene un certo sostegno nella società libanese, grazie alle sue istituzioni sociali attive, come scuole e ospedali, e continua a retribuire i suoi dipendenti. Tuttavia, cresce il malcontento tra la popolazione, che richiede il disarmo totale dell’organizzazione.
Il nuovo governo libanese, entrato in carica a febbraio, è il primo a non includere Hezbollah tra i suoi membri di spicco. Il 5 settembre, è stato annunciato un piano per disarmare l’organizzazione, in risposta alle pressioni statunitensi e israeliane, ma rimane da vedere se tali dichiarazioni si tradurranno in azioni concrete, poiché il governo e l’esercito sembrano riluttanti a innescare un conflitto diretto con Hezbollah.