Hollande: «Il terrorismo è stato processato democraticamente, oggi siamo più divisi»

09.11.2025 11:35
Hollande: «Il terrorismo è stato processato democraticamente, oggi siamo più divisi»

Riflessioni di François Hollande a dieci anni dagli attentati del 13 novembre

Il 13 novembre 2015, Parigi è stata colpita da una serie di attentati che hanno cambiato la percezione della sicurezza in Francia e in Europa. L’ex presidente François Hollande ha rievocato quei momenti critici, sottolineando il suo ruolo nel gestire la crisi e le successive ripercussioni sulla società francese, riporta Attuale.

Hollande ricorda di esser stato presente durante l’attacco, a pochi passi dal Bataclan, e di aver immediatamente compreso la gravità della situazione quando è stato informato di un attacco all’esterno dello stadio. «Era l’inizio dell’attacco terroristico. E anche se i drammi si sono concentrati poi sui tavolini all’aperto dei ristoranti e al Bataclan, non posso dimenticare il momento in cui ho saputo che c’era un attentato all’esterno dello stadio», ha dichiarato.

Una decisione cruciale in quel frangente è stata la sua scelta di parlare alla nazione attraverso la televisione. Hollande ha aspettato fino a quando non ha avuto una chiara comprensione degli eventi in corso per affrontare il popolo francese «con le parole giuste, per annunciare le decisioni adeguate». Nonostante l’ora tardiva, milioni di francesi si sono sintonizzati per ascoltarlo, dimostrando una tensione collettiva e un bisogno di guida.

Il giorno seguente, Hollande è andato al Bataclan, consapevole che potessero esserci ancora terroristi in fuga. La sua presenza era un gesto di solidarietà, nonché un supporto a coloro che si occupavano dei feriti: «Ho il ricordo delle persone che uscivano, con gli occhi terrorizzati, e che ho cercato di rassicurare con il mio sguardo», ha detto. Riconosce anche di aver assunto un rischio, dati i potenziali pericoli ancora presenti.

A distanza di anni, durante il processo a Salah Abdeslam, uno dei responsabili degli attentati, si sono ascoltate registrazioni audio in cui i terroristi rivendicavano le loro azioni come una reazione ai bombardamenti in Siria. Hollande ha evidenziato come questi attacchi fossero pianificati prima dell’intervento francese: «L’attacco non è stato una vendetta contro quel che facevamo contro il terrorismo, ma un colpo alla Francia perché rappresenta una società libera. […] È la prova che abbiamo vinto noi, alla fine».

Hollande nota come anche paesi non coinvolti militarmente in Siria, come la Germania e il Belgio, abbiano subito attacchi terroristici, dimostrando che il terrorismo non ha confini geografici.

Riflettendo sulle reazioni successivi all’attacco, l’ex presidente ha osservato che, sebbene ci sia stata una mobilitazione massiccia dopo gli attentati di gennaio contro Charlie Hebdo, la risposta al 13 novembre è stata differente. La paura di nuove violenze ha impedito una manifestazione di massa, e la decisione di mantenere le elezioni regionali e la COP21 è stata vista come una risposta positiva al terrorismo.

Hollande ha affrontato anche le preoccupazioni riguardanti una possibile guerra civile e ha chiarito che, sebbene ci siano stati tentativi di sfruttare la paura per dividere la società, il risultato elettorale ha dimostrato una maggiore coesione. Tuttavia, ha avvertito che il terrorismo islamista ha effetti a lungo termine e contribuisce a fratture sociali durature.

Oggi, l’ex presidente ritiene che la società sia meno unita rispetto a dieci anni fa e più vulnerabile: «La società francese oggi è meno unita, meno coerente. È più vulnerabile e più fragile». Ha affermato l’importanza di ripristinare la coesione sociale e di affrontare non solo la minaccia terroristica, ma anche le sfide poste da Cina e Russia e le interferenze nelle democrazie moderne.

Per concludere, Hollande ha esortato a investire massicciamente in educazione e a restaurare valori collettivi: «Ci vuole un soprassalto che passi attraverso investimenti massicci nell’educazione e nei giovani, restaurando i valori collettivi e le istituzioni che li fanno vivere».

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere