Ostaggi a Gaza: il dramma continua a rappresentare la società israeliana
DALLA NOSTRA INVIATA
TEL AVIV – La prima volta li incontri nei corridoi dell’aeroporto di Ben Gurion, appena atterri a Tel Aviv. I volti dei venti ostaggi vivi (28 quelli deceduti) rimasti a Gaza sono ovunque. Se il primo ministro Benjamin Netanyahu fatica a ricordare il numero preciso dei prigionieri, nella piazza di Tel Aviv, il suo popolo conosce tutto di loro. Le storie, i nomi e, soprattutto, le famiglie, che da due anni lottano perché tornino a casa. Manca poco ormai, «se tutto va bene», come dicono gli amici, per scaramanzia: è questione di ore e saranno liberati. Quelli in vita, sarebbero solo uomini. Civili e anche soldati: tanti i giovani. Il 7 ottobre, molti di loro sono stati rapiti dal Nova Festival, l’evento musicale in cui i terroristi hanno ucciso 400 persone, riporta Attuale.
Nella lista c’è Matan Angrest, un soldato rapito dal suo carro armato mentre era in servizio, nel Sud di Israele. In questi mesi sua madre Anat è sempre stata in prima linea, dalla piazza ha gridato il nome del figlio e le colpe del primo ministro. Ci sono i gemelli Gali e Ziv Berman, rapiti dal kibbutz di Kfar Aza. Alcuni ex ostaggi hanno raccontato che i due fratelli sono stati tenuti divisi per tutto il tempo. Tra gli altri, Elkana Bohbot è stato rapito al Nova Festival; suo figlio Reem va all’asilo e ha costruito un binocolo per «cercare il papà». Anche Rom Braslavski era al festival, prestando servizio di sicurezza e venendo ferito a entrambe le mani. Nimrod Cohen era un soldato come Matan e anche lui è stato preso mentre si trovava su un carro armato.
Ariel e Davide Cunio sono fratelli, rapiti con altri cinque membri della loro famiglia, poi liberati. Evyatar David lo abbiamo visto ad agosto in un video atroce dove si scavava la fossa, sequestrato dal Nova. Anche Guy Gilboa-Dalal è stato rapito, mentre suo fratello è riuscito a fuggire. Maxim Herkin ha una figlia di tre anni che lo aspetta a casa; anch’egli è stato preso al Nova. Eitan Horn si trovava al kibbutz di Nir Oz per fare visita al fratello Iair, liberato a febbraio. Segev Kalfon è un giovane rapito al Nova; l’ultima volta è stato visto mentre fuggiva lungo l’autostrada. Bar Kuperstein, che era al festival, ha soccorso i feriti prima di essere sequestrato.
Omri Miran è stato prelevato dal kibbutz Nahal Oz quando le sue figlie avevano due anni e sei mesi. Eitan Mor era un’altra guardia di sicurezza del Nova, i suoi genitori sono tra i fondatori del Tikva Forum, le famiglie che si sono battute per fare pressione militare e non per un cessate il fuoco immediato. Yosef-Haim Ohana lavorava come barista al festival musicale, e c’era anche Alon Ohel, pianista di talento i cui genitori hanno distribuito pianoforti in Israele e nel mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica.
Avinatan Or è stato preso al Nova con la sua ragazza, Noa Argamani, liberata da un’azione dell’esercito israeliano e diventata uno dei volti più noti degli ostaggi per il video che la ritrae su una motocicletta di Hamas. Infine, c’è Matan Zangauker, rapito dal kibbutz di Nir Oz e figlio di Einav, madre coraggiosa e spina nel fianco del governo di Netanyahu.