I cinque sceicchi di Hebron e l’emirato in Cisgiordania annunciano il riconoscimento di Israele

06.07.2025 21:36
I cinque sceicchi di Hebron e l'emirato in Cisgiordania annunciano il riconoscimento di Israele

Il rinnovato dibattito sulla Palestina e Israele: la proposta dei capi tribali di Hebron

GERUSALEMME – Cinque sceicchi rappresentanti di clan influenti nella città di Hebron, che è il capoluogo della Cisgiordania meridionale, hanno inviato una lettera alle autorità israeliane affermando di ritenere superflua l’idea di uno Stato palestinese. Invece, desiderano promuovere un clima di coesistenza, esprimendo la loro intenzione di unirsi agli accordi di Abramo, come riportato da Attuale. Le rivelazioni, pubblicate dal Wall Street Journal, stanno suscitando una profonda confusione e vigorose polemiche tra i più di cinque milioni di palestinesi nei territori occupati. Per il governo di Netanyahu, questa iniziativa appare come un sostegno alla sua politica di annessione delle terre palestinesi. Non è un fenomeno nuovo, poiché la strategia storica di “divide et impera” ha sempre caratterizzato il rapporto tra le autorità israeliane e la popolazione palestinese, specialmente sin dalla vittoria nella Guerra dei Sei Giorni nel 1967.

Negli anni Settanta, le autorità israeliane tentarono di sostenere le municipalità locali; un decennio dopo, appoggiarono il fronte islamico contro l’OLP di Yasser Arafat. Negli anni Novanta, seminarono discordia tra l’Autorità palestinese di Ramallah e i jihadisti radicali di Hamas. Oggi, si ripropongono di sostenere i clan tribali a Gaza e a Hebron, tentando di minare l’autorità di Mahmoud Abbas. Il portale israeliano Ynet riporta le dichiarazioni inviate al ministro dell’Economia israeliano, Nir Barkat, da Wadi al Jaabari e altri quattro dignitari, che si proclamano “Emirato di Hebron.” Questi fanno esplicite richieste per la nascita di una zona industriale israelo-palestinese, promettendo di attuare una tolleranza zero verso il terrorismo, e proponendo un’autonomia palestinese priva di reali poteri statali.

Wadi al Jaabari afferma: “Non ci sarà uno Stato palestinese, neppure tra mille anni. Dopo gli eventi del 7 ottobre 2023, Israele non lo accetterà mai.” Altri dignitari si uniscono a lui nel criticare l’OLP per corruzione, affermando che solo loro possono rappresentare la volontà della popolazione. Dichiarano di rappresentare quasi 600.000 persone, ovvero circa un quinto della popolazione palestinese della Cisgiordania, enunciando che l’Emirato di Hebron riconoscerà lo Stato di Israele, sperando in un riconoscimento reciproco delle loro rappresentanze.

La posizione di questi dignitari si contrappone agli accordi di Oslo, attuati nel 1993, che nella loro ottica non hanno portato benefici. Esprimono speranza nella riapertura dei permessi di lavoro per i palestinesi in territorio israeliano. Sebbene Netanyahu sia al corrente dell’iniziativa, ha mantenuto un approccio cauto, poiché molte figure palestinesi si stanno distaccando dall’ideologia di questa proposta. La famiglia Jaabari, ad esempio, ha emesso un comunicato di condanna, sottolineando che “queste posizioni non ci rappresentano. La famiglia Jaabari è sempre stata parte integrante della società palestinese.” Altri gruppi accusano gli autoproclamati emiri di tradimento e di collaborare con Israele per tornaconti personali.

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