I governi europei cercano di indurre Putin a congelare la guerra in Ucraina

20.10.2025 23:25
I governi europei cercano di indurre Putin a congelare la guerra in Ucraina

Proteste a Vladivostock contro l’aumento delle tasse sulle auto importate

L’11 ottobre a Vladivostock, nell’estremo oriente, oltre 10.000 persone hanno partecipato a una manifestazione di protesta autorizzata contro un’imposizione fiscale che ha sollevato un’ondata di dissenso pubblico. Non solo i cittadini, ma anche i politici locali si sono uniti alla protesta, opponnendosi alle decisioni del governo di Mosca. Questo evento segna la prima manifestazione pubblica consentita nella città dalla pandemia di Covid-19, riporta Attuale.

I manifestanti hanno criticato l’aumento esponenziale delle tasse sulle auto importate di seconda mano, una misura che potrebbe compromettere l’economia locale. Vladivostock è conosciuta per il suo mercato di auto giapponesi usate, e molti temono che questa nuova tassa metta a rischio un intero modello economico. La situazione riflette un crescente malcontento popolare in un contesto di guerra con l’Ucraina e le sfide economiche connesse.

Nonostante la Russia non sia vicina al collasso, i segnali di vulnerabilità economica si stanno facendo sempre più evidenti. I limiti economici e demografici della potenza militare russa stanno condizionando la strategia dei governi europei, volti a spingere Vladimir Putin a riconsiderare i suoi obiettivi in Ucraina e a congelare il conflitto invece di ritirarsi completamente.

La crescente pressione economica sul governo russo si evidenzia anche nell’introduzione di nuove tasse. Con il 2026 in arrivo, si prevede un aumento delle aliquote per i lavoratori autonomi e un incremento dell’IVA dal 20% al 22%, tutto nel tentativo di finanziare la guerra in corso. Le entrate fiscali di Mosca sono diminuite di quasi il 17% nei primi sei mesi di quest’anno, a causa del calo del prezzo del petrolio e di un’economia che è passata da una crescita del 4,1% nel 2024 a un previsto 0,6% nel 2025, secondo il Fondo Monetario Internazionale.

Attualmente, si stimano almeno 220.000 morti russi in Ucraina, e la scarsità di forza lavoro per il sistema militare-industriale sta creando ulteriore difficoltà. Sebbene il bilancio militare rappresenti ancora il 40% della spesa pubblica, questa situazione non può durare all’infinito.

I governi europei che supportano l’Ucraina vedono ora un’opportunità nella crescente pressione economica su Mosca. L’uso delle riserve russe congelate, stimate in circa 170 miliardi di euro, per il sostegno a Kiev potrebbe essere deciso in dicembre e diventare operativo a marzo, fornendo risorse vitali per la produzione di droni e altri mezzi di difesa.

Nel frattempo, la Russia continua a affrontare circa 30.000 vittime al mese, cercando di conquistare il territorio nel Donbass. La guerra in corso sta esaurendo le risorse, e concedere l’intero Donbass a Putin significherebbe aprire la strada verso il cuore dell’Ucraina centrale, cosa che Kiev e i suoi alleati non permetteranno.

1 Comment

  1. Una situazione davvero preoccupante. Aumentare le tasse sulle auto importate? E in un momento così difficile per tutti! La gente di Vladivostock ha ragione a protestare, è una questione di sopravvivenza economica. Si sente che c’è un grande malcontento… chissà se il governo ascolterà!

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