I militari italiani si ritirano dall’Iraq dopo attacco a Erbil e minacce delle milizie sciite

13.03.2026 07:45
I militari italiani si ritirano dall'Iraq dopo attacco a Erbil e minacce delle milizie sciite

La missione italiana in Iraq si conclude mentre la situazione si fa precaria

Un’attacco aereo ha colpito la base di Campo Singala, dove si trovano i soldati italiani, segnando un momento critico nel contesto della crescente violenza in Iraq. Le autorità curde e fonti diplomatiche segnalano un’escalation nelle aggressioni contro le forze internazionali, il che suggerisce un deterioramento della sicurezza nella regione. Il contingente italiano, attivo dal 2003 a sostegno dell’invasione americana, sta attualmente abbandonando il Paese, riporta Attuale.

Il raid più recente si è verificato intorno alla mezzanotte, quando un drone ha colpito un’area della base, senza causare vittime, grazie alla prontezza dei militari che si trovavano rifugiati nei bunker. Tuttavia, i danni sono stati significativi, con il ristorante pizzeria “Il Fortino” in fiamme e veicoli parcheggiati distrutti. Secondo il colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente, il drone ha superato le difese della base, suggerendo un uso di tattiche sofisticate simili a quelle dei droni iraniani impiegati contro l’Ucraina.

Le domande sulla responsabilità dell’attacco si intensificano. Sebbene inizialmente si sospettasse un coinvolgimento iraniano, le informazioni sul terreno indicano l’azione di milizie sciite irachene, legate a fazioni estremiste e supportate da Teheran. I rapporti suggeriscono che oltre 300 droni e razzi siano stati lanciati contro il Kurdistan iracheno, molti dei quali non riconducibili direttamente all’Iran.

Negli ultimi giorni, la violenza ha colpito anche i soldati francesi nella regione, riflettendo una situazione esplosiva in continua evoluzione. Le milizie che hanno agito contro le forze statunitensi un tempo collaboravano con loro per combattere l’ISIS, ma ora si sono rivoltate contro gli alleati. La presenza delle forze internazionali, sebbene già in fase di riduzione, si fa sempre più critica, con l’evacuazione di gran parte del personale diplomatico italiano in corso.

Attualmente, il contingente militare italiano conta meno di 100 soldati nella sola Erbil, una sostanziale diminuzione rispetto ai 1.100 iniziali. In risposta alla crescente insicurezza della regione, l’Italia sta attuando un ritiro prudente, senza annunci ufficiali, mentre si intensificano le esplosioni intorno all’aeroporto di Erbil, evidenziando l’urgenza della situazione.

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