I ministri europei dell’Ambiente approvano obiettivi climatici ridotti per la COP30 in Brasile

05.11.2025 16:35
I ministri europei dell'Ambiente approvano obiettivi climatici ridotti per la COP30 in Brasile

Accordo dell’UE sugli obiettivi ambientali per la COP30, meno ambizioso rispetto alle attese

Mercoledì, i ministri europei dell’Ambiente dei paesi membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sugli obiettivi ambientali da presentare alla COP30, la conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite che inizia lunedì in Brasile, con i primi eventi già a partire da giovedì. La versione approvata dai ministri risulta meno ambiziosa rispetto alla proposta iniziale della Commissione Europea, criticata da alcuni paesi membri. L’intesa è stata raggiunta dopo quasi 24 ore di negoziati, salvando la Commissione da un imbarazzo, riporta Attuale.

L’accordo prevede due obiettivi distinti: il primo, legato alla COP30, stabilisce una riduzione delle emissioni di gas serra, responsabili del cambiamento climatico, fra il 66,25% e il 72,5% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2035. Questo obiettivo non è legalmente vincolante. Il secondo obiettivo, invece, è vincolante, mirato a una diminuzione del 90% delle emissioni entro il 2040.

Le modifiche apportate dai ministri hanno portato a una versione depotenziata dell’accordo, in particolare riguardo ai cosiddetti crediti di carbonio. Questi documenti consentono l’acquisto da altri paesi di certificazioni riguardanti l’assorbimento di gas serra da impianti tecnologici o ecosistemi naturali, come le foreste. La Commissione Europea aveva proposto che i crediti potessero essere utilizzati per coprire al massimo il 3% della riduzione totale delle emissioni del 90%, ma i ministri hanno innalzato questa percentuale al 5%.

Il consenso su questo punto è stato difficile da raggiungere e già la versione finale è stata il risultato di un compromesso. Paesi come Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia hanno votato contro, mentre Bulgaria e Belgio si sono astenuti. L’Italia, fra le nazioni che richiedevano un incremento della quota di crediti di carbonio, continua a monitorare l’evoluzione della situazione. L’accordo necessita ancora dell’approvazione del Parlamento europeo per diventare legge.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere