Il missile Oreshnik: evoluzione e potenzialità
Il 21 novembre 2024, un missile lanciato dalla Russia ha colpito Dnipro, rivelando una potenza inferiore rispetto alle stime iniziali fornite dai militari ucraini. Tuttavia, rimane un’arma estremamente pericolosa, capace di sganciare più testate nucleari simultaneamente, che si dispiegano a ombrello nell’ultima fase del volo, prima dell’impatto sul bersaglio, riporta Attuale.
Questa azione non è un caso isolato; i conflitti attuali vedono la Russia utilizzare armi come gli Iskander e Kh-101 dal principio della guerra. Tuttavia, il messaggio di Putin si caricava di un’intensità rinnovata, lanciando un chiaro avvertimento alla NATO: “Possiedo questi missili e possono essere impiegati. La prossima volta potrebbero anche essere nucleari”.
Le autorità ucraine hanno riconosciuto l’incapacità di intercettare armi di questa tipologia. Nel suo discorso, Putin ha fatto riferimento al missile balistico a medio raggio ipersonico Oreshnik. Secondo esperti del Pentagono, questo missile rappresenterebbe un’evoluzione del precedente Rs-26 Rubezh, in grado di colpire obiettivi situati a 6.000 chilometri di distanza; si era creduto che il programma per il suo sviluppo fosse stato interrotto nel 2018.
Tuttavia, analisi recenti suggeriscono che il 9M729 Oreshnik potrebbe essere una modifica del programma, non cancellato, ma rimodernato. Questo modello potrebbe avere una portata utile significativamente ridotta rispetto al Rubezh, con un raggio di operatività inferiore di circa un terzo. Il missile sembra essere stato lanciato dalla base di Kapustin Yar, a circa 900 chilometri da Dnipro.
Alcune fonti riportano che il missile Oreshnik possa raggiungere velocità superiores a 12.000 chilometri orari. Attualmente, sembra che sia ancora in fase sperimentale e che la Russia ne possieda solo un numero limitato di esemplari, suscitando preoccupazioni nei contesti di sicurezza internazionale.